Rubini e Bentivoglio: parliamone

Dal cinema al teatro, giunge a Pesaro “Provando… dobbiamo parlare” con 5 interpreti d’eccezione: Fabrizio Bentivoglio, Michela Cescon, Isabella Ragonese, Sergio Rubini e Federico Fazioli. Un’operazione particolare che nasce da un’idea cinematografica che si confronta con il palcoscenico, per poi sfociare sul grande schermo, e, infine, tornare al teatro, in scena al Rossini da giovedì 1 a domenica 4 dicembre.
Abbiamo incontrato i due protagonisti maschili dello spettacolo.

Sergio Rubini, oltre che interprete, ne è anche il regista e co-autore: tra cinema e teatro: come coniuga i due linguaggi? <È vero che apparentemente sono lontani ma in realtà è il teatro forse la vera palestra. Poi magari la gara alla notorietà la corri al cinema o alla televisione e la visibilità che ti offrono è maggiore, ma il teatro è il luogo in cui si approfondisce, si sperimenta, ci si allena. E’ il luogo dove ci si può sganciare dal conformismo dell’industria che delle volte ha delle regole che possono imbrigliarti. Ultimamente lo avevo un po’ messo da parte, invece è un luogo rivoluzionario, aperto e libero, che bisogna frequentare.>

Fabrizio Bentivoglio, come ha vissuto questo passaggio il personaggio e l’attore? <In effetti è un “formula” strana, ma provare questo testo, che nasceva per diventare un film, a teatro ha dato la possibilità a tutti noi, e sicuramente a me, di calibrare al meglio il Prof, personaggio smisurato che nella sua smisuratezza aveva proprio bisogno di una misura. Una misura che ha trovato insieme al pubblico che gli ha permesso di arrivare davanti alla macchina da presa con delle certezze, cosa che al cinema di solito non accade. Il percorso poi è stato parallelo, il teatro ha nutrito il cinema che a sua volta ha nutrito il teatro.>

Rubini, dove si sente più a suo agio, al cinema o a teatro? <In realtà non a teatro, sto facendo molto cinema e sento che lì sono più tranquillo di quanto non mi senta in palcoscenico: non mi sento un regista di teatro ma di cinema che utilizza il teatro per approfondire.>

Rubini: come ha scelto i protagonisti? <Desideravo fare un film con Bentivoglio con il quale ho fatto già altri film: è un viaggiatore come me. In realtà, forse, qualche anno fa Bentivoglio avrebbe fatto il mio ruolo, da intellettuale malinconico, e io avrei interpretato il professore, più eccitato e sopra le righe. Ma non ci andava di fare esattamente ciò che uno si sarebbe immaginato e così a lui il ruolo comico e a me quello introspettivo nel tentativo di colmare la distanza che c’è con le nostre reali personalità con l’interpretazione: quando assomigliamo troppo ai personaggi non siamo costretti a recitare.>

Bentivoglio: ci racconta qualcosa del suo personaggio? <Veramente andrebbe visto: rappresenta la buona borghesia romana, grandissimo professionista, considerato una specie di semidio perché in grado di salvare tante vite, ma, come spesso succede, tra le pareti domestiche è incapace di fare qualsiasi cosa. Un personaggio “smisurato”, ma con una sua umanità, in fondo. Molte persone si specchiano in queste due coppie ed è un’ottima occasione per riflettere sulla qualità delle parole, dove si evince che non basta dire la verità per stare meglio, forse, a volte, è meglio stare zitti.>

Rubini: Come riesce ad essere regista e attore contemporaneamente? <Riuscire a fare dialogare queste due personalità è da perdenti non bisogna provarci nemmeno, sono due mestieri che ti portano in direzioni lontane e diametralmente opposte. Ormai convivo con questa schizofrenia conclamata, ma è la mia storia. Quando recito per altri mi metto totalmente a disposizione senza velleità registiche: conoscendo il mestiere, un attore deve essere rispettoso. Fare solo l’attore è come essere in vacanza e quindi mi guardo bene dal complicarmi la vita!>

LA TRAMA DI PROVANDO POSSIAMO PARLARE: L’incontro di due coppie, apparentemente distanti, che si frequentano da tempo e condividono ogni istante del loro tempo libero, viene letteralmente messo a soqquadro dalla crisi di una delle due. Lo spettacolo si svolge tutto in una notte in un groviglio di non-detti che emerge improvvisamente, col risultato che, all’indomani della battaglia, nulla sarà come prima.

Il tradizionale incontro con gli attori è previsto sabato 3 dicembre alle ore 18 al Teatro Rossini.

Per informazioni: Teatro Rossini 0721 387621. Inizio spettacolo: da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 17.

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