VIOLETTA CONTRO TUTTI

La danza giunge a Rocca Costanza con Monica Casadei, insieme ad Artemis Danza, venerdì 21 luglio: Traviata è il primo capitolo di un progetto firmato dalla eclettica coreografa emiliana, dedicato al celebre maestro Giuseppe Verdi, che si propone di tradurre nel linguaggio della danza i melodrammi più celebri del più amato compositore italiano, esplorandone emozioni e passioni. Il dramma di Violetta è reso dal dialogo strettissimo tra danza e musica, in cui la storia acquisisce un valore universale e contemporaneo, in cui vibra il sentimento amoroso di chi spera, legato tragicamente alla sensazione di sapere che tutto finisce, mentre si consuma il conflitto tra singolo e società. La Casadei sarà protagonista anche della messinscena di un Barbiere di Siviglia in danza, nella stagione del Teatro Rossini, nell’ambito delle celebrazioni del 150°, a marzo 2018.

Come è nata l’idea di “danzare le opere”?

<Sono un’appassionata di Opera, ma anche di tematiche al femminile. Questo progetto si chiama “corpo d’opera” e ha lavorato su una gran parte di figure femminili nel melodramma: tutte opere estremamente drammatiche, ma con configurazioni diverse. Il filo rosso è stata la collaborazione con i centri Antiviolenza delle città, anche perché ho sempre pensato che il teatro non deve essere esclusivamente un luogo di rappresentazione, ma un momento di riflessione su problematiche sociali scottanti.>

Anche un omaggio a Verdi?

<Un omaggio al compositore, anche autobiografico visto che siamo a Parma, la prima opera è stata Traviata, dove il cuore del compositore parla al cuore del pubblico. Ha a tutt’oggi un fascino incredibile: Violetta da sola contro la Società borghese e falsa che non le permette di sposarsi. Non è poi così datata se pensiamo che ci sono ancora matrimoni combinati e la Società influisce moltissimo sulle scelte di tutti i noi.>

Il suo è un raccontare i sentimenti?

<Sì, nell’interpretazione delle vicende umane. Non sono solo coreografie di danza astratta, ma riattualizzano le storie per riportarle in un mondo contemporaneo, anche con la musica che in parte viene rielaborata, soprattutto per quanto riguarda le parti corali.>

Il legame tra danza e opera è la musica?

<La mia sfida è questa: non solo approfondire le tematiche, rispetto alla storia ma anche confrontarmi con le arie dell’opera. Qui ho proprio scelto i dialoghi tra Violetta e German, il padre di Alfredo, che rappresentano l’impossibilità e il sacrificio. Lui è il capostipite di una Società benpensante che obbliga al sacrificio una donna la cui unica colpa è quella di essere innamorata.

Violetta non canterà, ma ….

Vedremo in scena molte Violette contro tutti,  tante scene dove le Violette si moltiplicano, come per ognuna di noi nei tanti stati d’animo. Violetta è un cuore che non doveva battere e che verrà sacrificato: gronda sangue in questa Società maschilista. I colori che ho scelto sono il bianco, il rosso e il nero, dove la parte nera è la Società, sia dal punto di vista morale che fisico.

La sua è una danza che parla…

<E’ una danza molto emotiva: un gesto che parla, che trasmette il sentimento, condividendo la passione.>

Che cosa la affascina nella ricerca coreografica per uno spettacolo?

<L’accanita ricerca di un gesto che esca dall’estetica e sia invece abitato e vissuto da ognuno dei miei danzatori. Per me ogni gesto dovrebbe essere autentico, una ricerca di sincerità proveniente forse dalla mia formazione nelle arti marziali. Essere presenti, dare un senso a qualsiasi movimento come ci fosse un sottotesto all’interno di ogni gesto. Quando è pieno, quando ogni danzatore non solo sa cosa deve fare ama e sa che cosa deve sentire si sviluppa un’energia che può attraversare gli spettatori.>

Qualche anticipazione su Rossini?

<Sarà un Barbiere molto incentrato sui personaggi, mi interessava creare delle coreografie dedicate ai loro lati psicologici, quasi come metterli sul divanetto dello psicologo. Figaro rappresenta l’attuale uomo “multitasking”, quello che sa fare tutto e anche gli altri personaggi sono molto contemporanei. Nella seconda parte li faccio incontrare tra loro e nella terza racconterò la storia. Ma i nostri spettacoli sono sempre un punto di incontro con il territorio e quindi selezionerò artisti del posto per comporre questo spettacolo per un momento di reale incontro.>

Informazioni: AMAT 071 2072439; Pesaro Tipico.tips 0721 34121, biglietteria Rocca Costanza 366 6305500 dalle ore 20.30.

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