55° Mostra del Nuovo Cinema a Pesaro

È iniziata con una piazza del Popolo gremita  la serata inaugurale della 55° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro che, oltre alle tradizionali proiezioni serali nel cuore della città, allarga la sua programmazione anche alla spiaggia (tutte le sere a bagni Paradiso) e insieme a palazzo Gradari, alla sala Pasolini, al cinema Sperimentale, alla Galleria Franca Mancini e al Centro Arti visive Pescheria. si espande fino alla galleria Ca’ Pesaro, per ospitare proiezioni, incontri, e approfondimenti sul Nuovo Cinema. Doveroso anche il saluto a Zeffirelli da parte del comitato scientifico della mostra: artista che non conosceva mediazioni anche riguardo ai gusti del pubblico e della critica. Oltre ai vari falsh back sul passato, la Mostra esplora il presente del cinema: dal concorso internazionale, quest’anno con molti film diretti da registe donne da fuori Europa, alla sezione “Satellite” che individua nuovi fermenti e nuovi registi, per un cinema diverso dal solito. La ricerca del “Nuovo Cinema” in tutte le sue multiformi sfaccettature, si sviluppa anche attraverso proposte eterogenee che racchiudono un mondo senza centri di gravità e in perenne mutamento, a partire dal Concorso Pesaro Nuovo Cinema, con sette opere (prime o seconde) provenienti da tutto il mondo, spesso lontane dai classici stilemi tipicamente “da festival”. Due le giurie, quella professionale (Olimpia Carlisi, Amir Naderi e Andrea Sartoretti) e quella degli studenti.

Un’edizione davvero ricca di suggestioni e di omaggi, tra cui due significativi: 30 anni di Fuori Orario, con Rai 3, che non sarà solo una celebrazione, ma un omaggio “prospettivo” con lo sguardo verso il futuro e la proiezione di alcuni film inediti, mai andati in onda, visibili solo a Pesaro oltre ad una vera “Notte Fuori Orario” proiettata in piazza sabato 22 giugno; 20 anni di Stracult (Rai2), tra i pochissimi programmi dedicati al cinema sulle tv generaliste, ideato da Marco Giusti.

Una delle principali novità, saranno i “salotti” di Walter Veltroni, nuovo membro del comitato scientifico, che ‘debutta’ con una serie di incontri “FuoriCinema” con personalità del mondo del giornalismo e dello spettacolo che precederanno la proiezione in piazza del Popolo: Giovanni Floris (20 giugno), Lino Banfi (21 giugno). Tra gli ospiti anche Marco Risi (martedì 18) per presentare il suo “L’ultimo capodanno” un film che nel 1998 lo stesso regista ritirò quasi subito dalla distribuzione, tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti.

Antonio e Pupi Avati saranno presenti, venerdì 21 giugno alle 17,30 alla Galleria Franca Mancini, alla presentazione del volume che quest’anno è dedicato al focus del festival, ovvero l’approfondimento del “lato b” della nostra cinematografia, il cinema di genere nelle sue forme più eterogenee che dalla commedia all’italiana e dallo spaghetti western, arriva a tutte le sperimentazioni più ardite, come ad esempio “Lo chiamavano Jeeg Robot” che vedrà ospite a Pesaro l’interprete Antonia Truppo (venerdì, 21.30, bagni Paradiso).

Da segnalare, per la prima volta in Italia, la personale di Lee Anne Schmitt, una delle cineaste statunitensi più interessanti soprattutto per il suo lavoro, quasi sempre in 16 mm, legato al pensiero politico, all’esperienza personale e alla terra. A Pesaro, la Schmitt presenterà tutti i suoi film e parteciperà a un incontro con Rinaldo Censi, curatore della personale.
Un’altra novità è il premio per la critica cinematografica dedicato ai giovani, provenienti da molte Università italiane, che partecipano alla Giuria Studenti del concorso.

L’illustrazione del manifesto di quest’anno, in linea con il discorso sul cinema di genere italiano, è stata affidata a Roberto Recchioni, romano, classe 1974, sceneggiatore e soggettista per il fumetto e il cinema, illustratore, critico cinematografico, personalità web. La sigla del Festival è invece frutto dello straordinario lavoro degli studenti della Scuola del Libro di Urbino.

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