A tutto pop per Pesaro Music Summer Festival

 

Una serata ricca di sorprese quella del 21 giugno per L’Anfiteatro Naturale della Tenuta Carlini che festeggia la giornata europea della musica con le note pop del giovane cantatore italiano Raffaele Giglio, che ha raggiunto la popolarità anche grazie al suo ultimo singolo “Sbatti piano il portone”, che sdrammatizza gli stereotipi della società moderna, uscito per GB Music in duetto con una grande voce della musica italiana, Aida Cooper. Domani alle 21, dopo il brindisi del tramonto, Giglio salirà sul palco insieme a Alessandro Milone (batteria), Lorenzo Milone (chitarre), Simone Di Leo (basso), Gabriele Capodiferro (tastiere), con la partecipazione straordinaria di Emanuela Scaponieri. Previsto anche un fuori programma dedicato alla musica pop di ieri e di oggi. (Info: www.tenutacarlini.it/pmsfinfo@tenutacarlini.it , cell. 347.0340765 – 348.2225510)

La musica: una passione nata da piccolo?

«Sì, è sempre stata la mia passione: ho iniziato a 9 anni a studiare pianoforte. Ho studiato in forma privata per 4 anni, ma a casa del mio maestro c’era, a fianco del pianoforte, una batteria. Io suonavo il piano e guardavo la batteria, finché un giorno mi ci sono buttato e ho trovato la mia dimensione. La musica mi piace a 360°, sono sempre stato incuriosito di scoprire di più. Ora sono polistrumentista e mi gratifica molto poter curare le mie canzoni da solo: è quello che mi serve».

Che cosa significa essere cantautori oggi?

«Mi considero un cantautore molto melodico e non di quelli impegnati. Cerco di essere molto diretto, con testi semplici. Oggi la musica ha avuto trasformazione, se non deviazione, e sono pochi quelli che fanno vero pop. Oggi è cambiato il linguaggio, per farsi capire e/o trasmettere qualcosa, per questo mi rifaccio sempre ai “grandi vecchi” che noi cantiamo ancora e che ancora cantano. Mi piace la melodia e sul palco ogni strumento è importante, in simbiosi con le canzoni».

E chi sono questi “grandi vecchi” che l’hanno ispirata?

«Da Venditti a Fossati, De Gregori, la Bertè, Mia Martini, la Mannoia o la Vanoni: mi rispecchio molto in loro».

Quando scrive, vengono prima le parole o la musica?

«Per me arriva prima la musica: quando mi metto al piano già ho le idee ben chiare in testa, compresa la sezione ritmica. Nasce la melodia e poi con Roberto e Alessandro Smeraldo (padre e figlio ndr) scriviamo i testi».

Che si ispirano a…?

«Al quotidiano: magari esco di casa per fare colazione al bar, vedo qualcuno o qualcosa che accade e corro a scrivere. “Sbatti piano il portone” invece vuole essere un po’ contro a questo strano modo di volersi fare accettare a tutti i costi, fino ad essere qualcuno che non siamo. Abbiamo perso un po’ di vista i veri rapporti umani e ho cercato di raccontarlo».

Cosa ascolteremo sul palco della Tenuta Carlini venerdì?

«Porterò tutte le canzoni inedite del mio nuovo album, tutte con un filo conduttore comune. Ci saranno diversi ospiti e farò anche qualche nuova mia personale rivisitazione di qualche brano noto di altri interpreti, tra cui Fabrizio Moro e Michele Zarrillo. Sarà una serata con diverse sorprese!».

E cosa c’è nel futuro di Raffaele Giglio?

«Mi auguro di fare tanti concerti perché il palco è la mia vita ed è il modo in cui riesco a comunicare. tutto il resto ben venga, ma fare musica davanti alle persone è la cosa più importante per me».

 

 

 

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