Al Sanzio di Urbino di scena l’ironia

Riparte lunedì 22 ottobre, alle 21, dal Sanzio di Urbino “Non mi hai più detto… ti amo!”, l’ironica e appassionante commedia con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, due protagonisti, istrionici, esilaranti e straordinariamente affiatati diretti da Gabriele Pignotta, anche autore del testo. Dopo qualche giorno di riallestimento ad Urbino, lo spettacolo, inaugura, martedì 23 e mercoledì 24 ottobre, sempre ore 21, anche la stagione del Teatro Lauro Rossi di Macerata, dove il 24 ottobre, alle 18, si terrà l’incontro con la compagnia presso la Biblioteca Mozzi Borgetti.

Dopo 20 anni, la straordinaria coppia di Grease, torna a lavorare insieme, per la prima volta, in una commedia inedita, dove la famiglia è il motore principale dello spettacolo e si mostra con le sue fragilità e la sua forza.

Lo spettacolo sta toccando tutti i teatri d’Italia, ma come è stato ritornare a lavorare con la Cuccarini?

«È stata una grandissima emozione quando ci siamo ritrovati: sembrava come se il tempo non fosse mai passato, ci siamo visti spesso, ma, magicamente, la sinergia si è ricreata come se avessimo smesso di fare Grease un mese prima. Anche se ora siamo tutti e due più maturi, meno ragazzini diciamo…»

Qual è il segreto del successo di questo spettacolo?

«È una commedia dove tutti si ritrovano, o in un personaggio o in un altro. I tanti problemi di una famiglia medio borghese, tra casa, lavoro, problemi interpersonali: il pubblico ci si immedesima in pieno, anche nella crisi di coppia e parteggia anche. È buffo che a volte, quando ci vengono a trovare in camerino ci chiedano di intercedere per il proprio marito/moglie, ma in fondo è il merito di questo spettacolo, che entra nel cuore della gente in punta di piedi».

La famiglia: è ancora il cardine della società o si sono spostati degli equilibri?

«Io vorrei sperare che sia ancora il cardine della nostra società, magari non più come 50 anni fa, dove forse era più unita, oggi forse occorre essere un poco più elastici. Certo non è facile oggi per le giovani coppie, se si cominciano a fare tutti i calcoli necessari, ma per me l’uomo ha bisogno di creare affetti che durino e che ti fanno andare avanti. I soldi, anche se è banale, non danno la felicità, gli affetti sono altro. E in un lavoro come il nostro la tecnologia un po’ aiuta a rimanere in contatto comunque».

Teatro musical e anche regia: dove si sente più a suo agio?

«In realtà ho diretto solo un paio di cose: mi piace molto essere diretto da bravi registi dove impari tanto e io ho rubato tantissimo da loro. A me piace stare sul palco, è la mia natura stare sotto i riflettori».

Anche il musical sta tornando nelle stagioni di prosa

«In questi ultimi 20 anni sono aumentati sì e molti artisti italiani vanno all’estero ad imparare le tecniche anche perché molti sono importati dall’America o dall’Inghilterra e hanno sostituito la commedia musicale dei grandi Garinei e Giovannini».

Avere lo spettacolo nel Dna: è stato meglio o peggio?

«Non saprei: io non ho fatto questo mestiere perché figlio di un attore anche se agli occhi di un bambino era un bel gioco vedere papà lavorare. Certo, quando ho dovuto scegliere se fare l’avvocato o l’attore il Dna può avere influito. Di sicuro è stata una scelta dettata dal cuore, poi è vero che nei provini si aspettavano sempre di più da me, ma l’ho preso come stimolo e non come condanna!».

Di nuovo nelle Marche: come si è trovato qui?

«Adoro le Marche: c’è un pubblico colto e preparato, le persone sono ospitali e simpatiche, ci sono borghi, città e teatri bellissimi, senza dimenticare che si mangia anche benissimo!»

(Info Urbino 0722 2281, Macerata 0733 230735).

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