Alis: emozioni con Le Cirque World’s Top Performer

Un’occasione unica per vedere all’opera i migliori artisti de Le Cirque World’s Top Performer: dal 4 al 6 gennaio la nuovissima versione dello show Alis sarà al Palaprometeo Estra di Ancona, con un cast unico al mondo. Questo nono tour di Alis con Le Cirque World’s Top Performers è stato definito “Un fenomeno unico nel suo genere, uno show mondiale che incanta”: ogni spettatore sarà idealmente preso per mano e catapultato nelle atmosfere ispirate alla letteratura fantastica dell’800 e ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”.
Equilibristi, acrobati, giocolieri e musicisti provenienti da oltre 15 Paesi, Italia inclusa, pluripremiati con prestigiosi riconoscimenti nei più importanti Festival, Talent Tv ed eventi del mondo. Direttore Artistico e Maestro di Cerimonia è Onofrio Colucci, che da “enfant prodige” del Circo Contemporaneo ha maturato una grande esperienza internazionale.
Tra i migliori artisti del circo senza animali più famoso al mondo c’è anche Pippo Crotti, il performer italiano che dal 2008 è entrato a far parte della grande famiglia circense creata da Onofrio Colucci, fino ad essere uno dei migliori. Dopo una pausa con Le Cirque che lo ha visto collaborare con Zalone, in diverse fiction televisive e, recentemente con Fiorello, per Pippo è quasi un debutto italiano.
Un ritorno nel mondo del circo: le mancava?
«Sì, sono tornato, sono molto emozionato e non vedo l’ora di venire ad Ancona: ho lavorato sempre nei tendoni e nei teatri, ma mai nei palazzetti. C’è una bella atmosfera con loro, è una grande famiglia: qui poi siamo come la nazionale di calcio, i migliori top performer si ritrovano in questo show. Lo spirito è proprio quello del circo, una grande carovana con famiglie intere che ci seguono, compresi i bambini».
Che effetto fa ora che è più conosciuto in Italia?
«Ho sempre fatto i tour mondiali e non mi ero mai esibito in Italia e già questa è un emozione enorme. Forse non sarò riconoscibilissimo, ma alla fine dello spettacolo è bello il contatto con il pubblico che ti restituisce tutto il calore: in tv non hai mai un riscontro immediato, mentre qui ci sono persone che mi fanno i complimenti anche per la tv».
Come fare a riconoscerla subito?
«Sono assolutamente il primo che entra in scena, sono io a scaldare il pubblico all’inizio. Parlo in italiano, ho i baffi e una pettinatura alla francese. Dedicherò una canzone ad una donna del pubblico e durante l’esecuzione ne succederanno di tutti i colori: è uno spettacolo molto divertente!».
È più facile fare ridere o commuovere?
«Per me è più facile far ridere, ma solitamente è molto più difficile per un attore. La commozione dipende anche dallo stato d’animo: per far ridere devi avere la capacità di cambiare totalmente lo stato d’animo dello spettatore e coinvolgerlo anche se è triste. Poi ognuno di noi ha un senso della comicità diverso: girando il mondo devi riuscire ad adattare la tua comicità ai vari tipi di pubblico, alla loro cultura. Persino in Italia è diverso far ridere da Bolzano a Palermo! È matematica: è lo studio dei tempi e delle pause e dal vivo è ancora più difficile».
Un ricordo particolare del Cirque?
«La mia prima mondiale a Montreal con Totem: c’erano tantissimi vip e celebrità e per me era il primo palco importante. Prima di entrare in scena pensavo “adesso cado e faccio finta di star male…” tanta era l’emozione: una cosa indescrivibile. Poi sono entrato e l’adrenalina ha ceduto il passo a tutte le paure!».
Tra cinema e tv dove si è sentito più a suo agio?
«Il cinema ha tempi più lunghi e hai il tempo di lavorare sul tuo personaggio, nelle fiction corrono un po’ di più. Con Zalone è stata un’esperienza bellissima. Con Fiorello mi sono trovato benissimo: lavoriamo insieme da anni ed è un grande maestro».

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