Amy&Blake: dedica ad Amy Winehouse

Con una dedica ad Amy Winehouse riparte la stagione del Teatro Apollo di Mondavio, a cura degli Asini Bardasci. In scena oggi, alle 18, un interessante appuntamento che miscela musica e teatro, un evento speciale targato Ortika, “Amy&Blake”, ispirato alla figura della nota cantautrice britannica.

“Amy&Blake – Concerto per le ultime parole d’amore” è l’ultimo tragicomico concerto di un’icona planetaria e di un talento musicale ineguagliato. Amy Winehouse, a dispetto del suo ingombrante e scompigliato personaggio è autrice di tutti i testi delle sue canzoni, un racconto ironico e spietato delle sue disavventure troppo umane. Uno spettacolo musicale sulla dipendenza dedicato all’eroina contemporanea ha vissuto tutto, ha amato troppo ed è bruciata in fretta.

Il gruppo Ortika

Ortika è un gruppo “nomade” tutto al femminile che nasce dall’incontro artistico tra l’attrice e regista Alice Conti, Claudia Zingariello, autrice di testi e Alice Colla che si occupa del disegno luci. Ma cosa significa “nomade”? «Intendiamo diversi nuclei di gravità. – commenta Alice Conti – Tra Piemonte, Lombardia e Trentino: ci siamo mosse molto in questi anni ed è la nostra natura, quella che ci ha aiutato a far crescere e nutrire la nostra poetica attraverso l’incontro con persone diverse e diverse realtà».

Una natura che svela l’interesse di apertura sul mondo, per riscriverlo e re-interpretarlo con curiosità antropologica: «Questa curiosità fa parte proprio della nostra formazione, quindi, ogni nostro lavoro, nasce sempre partendo da materiali che già esistono nella realtà, ma che noi re-interpretiamo in chiave fisica, musicale, tragicomica…».

Lo spettacolo

“Amy&Blake” è in scena dal 2012: «È proprio il primo lavoro del gruppo Ortika – prosegue Alice – che ancora ci richiedono. Nasce dall’innamoramento che tutte noi avevamo per Amy Winehouse, ma anche da un lavoro parallelo sulla questione delle dipendenze. La congiuntura della scomparsa di Amy e il fatto che avevamo la stessa età quando lei è morta, mi ha stimolato a porre attenzione a questa coincidenza. L’intenzione era quella di “festeggiarla” come una chiusura del cerchio: lo spreco del suo talento. Ma nella nostra prospettiva quello che lei ha fatto e detto è stato molto forte in relazione anche alla rapidità in cui si è consumata la sua furia, il suo troppo amore, il suo essere troppo, che è proprio quello che stavamo indagando come radice della dipendenza, come sbilanciamento eccessivo sul mondo». Quindi il lavoro è partito dai testi: «Credo che non molti sapessero che lei stessa fosse l’autrice delle parole delle sue canzoni: tradotte sono già una sua autobiografia ironica, divertente e disperata. Contengono tutti gli aspetti della sua poetica e della sua persona. Ci interessava mettere in scena questa ricchezza e questa contraddittorietà attraverso testi, libri, interviste al padre, per ricostruire un ipotetico suo ultimo concerto in cui lei, come faceva abitualmente, un po’ canta e un po’ racconta storie della sua vita, parla con il pubblico. Lo abbiamo fatto in luoghi diversissimi, fino al teatro in casa. Mi accompagna, in scena, Lorenzo Zanghielli». La natura di Ortika è quindi aperta anche alle contaminazioni: «Il nostro ultimo lavoro – chiosa Conti – è con la tecnologia visiva, videomapping. Lo scopo è sempre quello di modificare i corpi in scena, perché aderiscano il più possibile al nostro immaginario».

Per info e prenotazioni è possibile chiamare il 339.4518693.

 

 

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