Angela Finocchiaro: ho perso il filo…

Eroina pasticciona e anticonvenzionale, Angela Finocchiaro torna a stupirci in un nuovo spettacolo in scena da domani (venerdì 21 dicembre) a domenica al Teatro della Fortuna di Fano. “Ho perso il filo” è il titolo della commedia di Walter Fontana diretta da Cristina Pezzoli, che scatena tutta la verve e la simpatia della Finocchiaro che si trasforma non in Arianna, ma in Teseo in un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso, per un viaggio nei meandri di un fantasioso Labirinto. L’incontro con la compagnia è previsto sabato 22 dicembre, alle ore 18,30.

Dalle Calendar Girls alle creature fantastiche del Labirinto: mai più sola sul palco?

«In questo caso però sono l’unica che parla, vicino a me creature energetiche. Sinceramente avevo un po’ paura all’inizio: dopo la bella avventura di Calendar Girls con tutte donne ora mi ritrovo sul palco con tutti maschi e anche molto giovani! Ma sono molto felice, è uno spettacolo bizzarro, con una struttura strana fatta di tante scatole magiche. Molta visionarietà da una parte e dall’altra l’umorismo di Fontana che ti riporta con i piedi per terra».

Bizzarro anche perché si ritrova ad interpretare un ruolo maschile?

«In realtà dura lo spazio di un prologo, perché poi per queste creature dispettose e provocatorie divento l’attrice che voleva fare Teseo. E il risultato è che vengo “shakerata” proprio perché non ho le idee molto chiare…».

È facile perdere il filo oggi?

«Il concetto di “perdere il filo” qui si racconta come una qualità positiva: la protagonista ha una vita preordinata e blindata e si concede pochissimo, quindi essere provocata e rimbambita le fa solo bene, oltre al valore positivo del labirinto come viaggio. Se lo rapportiamo invece al periodo che stiamo vivendo, il concetto cambia: perdere il filo significa perdere di vista le cose importanti e siamo tutti allo sbando. Siamo sudditi e non più cittadini. Possiamo contare solo sui giovani per ribaltare questo ruolo di sudditanza».

Sul palco indossa spesso i panni di eroina pasticciona e anticonvenzionale: un modo per prendersi in giro?

«Dipende dagli ambiti: non ci crederete ma so essere anche molto noiosa e perfettina a volte. Ora nella serie in Tv mi fanno fare la anatomopatologa…nell’ambito teatrale quello che ci costruiamo è sempre un po’ più personale e l’autoironia fa sempre bene».

La nuova edizione della tv delle ragazze ha avuto un gran successo, ancora oggi alcuni sketch di allora fanno ridere assai: come mai secondo lei?

«Perché sono state brave le autrici che hanno saputo cogliere atteggiamenti e attitudini universali, cose che non invecchiano mai».

Nostalgia di programmi del genere?

«Direi che è stato un bel segnale riproporlo e anche che si aprano possibilità di trasmissioni “nuove”. Come allora, anche oggi è una cosa di valore, di importante spessore culturale».

Si è sdoganata anche la comicità al femminile?

«Sì, anche se ci sono ancora tante cose da conquistare, ma non mi lamenterei: andrei solo avanti a testa bassa a fare il nostro lavoro e continuare a proporre cose nuove».

L’ironia ci può rendere più felici?

«Sicuramente, è una terapia importantissima. Bisognerebbe riuscire ogni giorno a farsi 10 minuti di risate, quelle che ti fanno male ai muscoli: farebbe benissimo alla salute, ma capisco che non è facile per niente in questo periodo…».

Spettacoli venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17: info Teatro della Fortuna 0721.800750.

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