Anticorpi Explo: emozioni in danza

Al Teatro Sperimentale di Pesaro, mercoledì 28 marzo, TeatrOltre propone 3 coreografie, tra le più interessanti e originali, emerse dalla Vetrina della giovane danza d’autore promossa dal Network Anticorpi XL: “Fray” di Olimpia Fortuni, “Cosmopolitan beauty” di Davide Valrosso e “Crossword” di Matteo Marfoglia che, nell’occasione pesarese, sarà anche sul palco. Marfoglia vive, ormai da anni, in Galles dove, dopo aver danzato per le migliori compagnie gallesi, ha iniziato un percorso personale di coreografo: in Crossword, nato dalla collaborazione tra National Dance Company Wales e il Festival of Voice della città di Cardiff, esplora come una lingua straniera e incomprensibile possa trasmettere una determinata emozione o reazione.

Un lavoro costruito per 4 danzatori che la vede ora in scena: quali le differenze?

<Non sostanziali, ma ce ne sono: il lavoro era stato creato con 4 ballerini della compagnia gallese dove lavoravo: quando ho lasciato la struttura sono riuscito a formare un gruppo, ma mancava uno dei protagonisti. Lo sostituisco io, anche se c’è un problema: il lavoro si basa tutto su un “tappeto sonoro” fatto dalla lingua italiana che io avevo creato per fare reagire dei danzatori stranieri ad una lingua a loro incomprensibile…>

E lei la lingua la conosce…

<Infatti: la lingua italiana è usata come ritmo e io devo per forza eliminare il significato delle parole e concentrarmi sul ritmo. Devo cercare di non farmi influenzare dalle parole e utilizzare solo il linguaggio sonoro: è vero che non sono da diversi anni in Italia, ma è pur sempre la mia lingua madre..!>

E che effetto fa essere sulla scena nella sua coreografia?

<Questo è un lavoro particolare e ultimamente mi piace molto stare al di fuori: qui c’è molta improvvisazione legata agli artisti in scena e quindi ho dovuto ritrovare il mio ruolo perché non potevo essere la copia di quel ballerino che non c’è più. Ho dovuto ripartire da zero, ricreare l’intero personaggio compreso il suo interagire con gli altri.>

Qual è l’emozione di danzare nella sua città?

<Sto cercando di non innervosirmi, sono molto emozionato! Specialmente a ballare al Teatro Sperimentale il primo teatro dove ho ballato a 4/5 anni: tornare in scena lì con un mio lavoro è molto più che emozionante. E poi portare i miei colleghi nella mia città: anche loro sentono l’emozione di condividere questa esperienza con me.>

La sua carriera è partita all’estero, cosa pensa di fare ora e quali le collaborazioni che ha avviato?

<Per ora ho vinto il premio Creative Wales, che viene donato dal ministero della cultura gallese a 10 artisti, in tutti i campi della cultura e dello spettacolo, per la ricerca della propria poetica e del proprio linguaggio artistico. Userò questo premio per dedicarmi alla danza urbana, un modo per fare riappassionare le persone alla danza: c’è scarsa frequentazione dei teatri attualmente e questo potrebbe essere un modo per riavvicinare il pubblico.>

Prosegue il percorso di coreografo?

<S’, ne sono convinto e sto avendo molte soddisfazioni. Ora ho un gruppo di danzatori che lavorano con me, ma il sogno è quello di creare una mia compagnia: non sarà facile, ma la strada, ora, è quella.>

Una generazione di artisti che rende vivace lo scenario della danza contemporanea italiana: in “Fray” Olimpia Fortuni indaga il ritmo del caos: una vivisezione cruda del corpo che vive e che corre, oggi, più che scorrere, consumandosi ed esaurendosi; “Cosmopolitan beauty”, di Davide Valrosso, è una performance capace di mutare costantemente, dove i gesti appaiono come appunti di viaggio scritti disorganicamente, dove la bellezza appare come il frutto di una conquista.

Info: Teatro Sperimentale 0721 387548 dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 a inizio spettacolo previsto alle ore 21.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *