Arte e Poesia: emoziona Dance Immersion Festival a Cagli

Energia e vitalità nel segno dell’arte e della danza: Dance Immersion Festival ha respirato i versi di Pasolini attraverso la poesia, il teatro, il cinema e, a passo di danza, ci ha condotto in un percorso fatto di visioni ed emozioni.

Prima fra tutte la MeF Ensemble, che ha proposto una eccellente anteprima: “Vivo e Coscienza”, ispirato allo VIVO E COSCIENZA R1spettacolo di teatro/danza e musica di Pier Paolo Pasolini, scritto nel 1963 ma che l’autore non riuscì mai a rappresentare. Pasolini da voce a due personaggi, interpretati dai coinvolgenti Irene Calagreti e Mirko Paparusso (due vere “piccole, grandi stelle”), che incorporano la lotta, costante e destinata ad alcuna soluzione, tra il corpo e il sentimento, il pubblico e il VIVO E COSCIENZA R3privato, l’individuo e la società, in una continua seduzione che è al tempo stesso rivincita e rassegnazione. Passione e sentimento, istinto e consapevolezza che dominano la scena, con i due sensuali corpi attratti e respinti, nel gioco perverso dell’eterno contrasto. La regia di Massimo Puliani ha posto, brechtianamente, due lettori (Benilde Marini e Flavio Taini) sul fondo della scena, allestita come un’aia contadina, tra balle di fieno, rastrelli e badili, per evocare, come marionette, i due ballerini che diventano vittime e padroni dei versi pasoliniani,  muovendosi con carnale fisicità, non priva, al tempo stesso, di eterea spiritualità, sulle note sperimentali di “Hyperion” di Bruno Maderna.

Affascinante anche l’interpretazione di Medea nella coreografia di Paolo Londi: Alessandra Bartoli interpreta una conturbante Medea , mentre sulla scena prevale un simbolismo fatto di icone che rappresentano il mito.MEDEA

La meglio gioventù ha visto sul palco “Non resta che andare via…” di Talent’s Dance Company con le coreografie di Lara Carelli e “Zoventùt” di Incongruo Rapportarsi, coreografato e danzato anche da Clo Passaro. La rassegnazione LA MEGLIO GIOVENTU 1alla fuga, nella danza della Carelli, è anche qui scontro, come in tutta la poetica pasoliniana, tra se stessi e l’altro e, come la fuga di Pasolini da Casarsa, siamo alla ricerca di una dimensione sociale e personale che non ci schiacci, annullando il proprio sentire. Zoventùt rappresenta una lotta, quella per i propri ideali, fatta di rinascite e nuovi tentativi, rabbia e ostinazione per costruire, di nuovo, ogni volta, il proprio destino.

La seconda serata di Dance Immersion ha visto sul palco Anna Bonaiuto, introdotta da Matteo De Simone che, studioso del rapporto tra psicoanalisi e arte ha parlato della  poetica di Pier Paolo Pasolini tra tradizione e profezia. In “… non sempre la passione è grazia”, l’attrice, con passione, ha percorso la vita del poeta attraverso i suoi versi, alcuni più noti come la poesia alla madre e altri meno, insieme a quelle poesie di indignazione civile, argomenti teorici trasformati in poesia, che sono al tempo stesso, malinconiche dediche al mondo di ieri e oggi, con lo sguardo di un poeta che sapeva amare con profondo coraggio.

Al termine del recital della Bonaiuto, un fuori programma con una coreografia creata dal grande maestro Luc luc de lairesseLouis de Lairesse per le ballerine della MeF Ensemble ispirata a Teorema. Una vera chicca che con grazia e sensualità, racconta la decadenza e la degenerazione della Società: “La profonda verità del film costituisce uno dei tanti motori della mia creatività”, scrive nelle note il grande coreografo. Come per gli attori, plasmati da Pasolini nel film “in maniera che essi diventino personaggi dimenticando loro stessi come persone vive”, de Lairesse è riuscito in soli 3 giorni, “grazie al talento di questi straordinari ballerini”, a trasmettere l’intensità, tra enigma e poesia, di Teorema.

Alla splendida voce di Frida Neri è stata affidata la terza serata, diretta con garbo e sensibilità da Massimo FRIDA NERIPuliani, dedicata alle canzoni di Pasolini, quelle scritte per Laura Betti, con un omaggio a Gabriella Ferri e Domenico Modugno, mentre sullo sfondo della piazzetta dell’Ex Seminario Vescovile, scorrevano le immagini cinematografiche più significative del Pasolini regista. Una serata che ha anche intrattenuto il pubblico in un momento conviviale, accompagnato dalle canzoni, alternate da intense coreografie, dalle poesie, dall’interpretazione di Claudio Tombini e con la partecipazione della poetessa Silvia Cecchi che ha dedicato alcuni versi al festival.

Ancora una volta Dance Immersion, diretto con grande energia da Benilde Marini, coadiuvata da Massimo Puliani, riesce ad esprimere tutta l’essenza del tema proposto, che ogni anno viene approfondito, sviscerato, attraversato e restituito al pubblico con momenti di grande intensità, capaci di creare un’atmosfera unica e irripetibile.

LE FOTO PUBBLICATE IN QUESTO ARTICOLO, a parte quella di Frida Neri,
SONO DI ANDREA DI MARINO

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