Brividi immorali con Laura Morante

Laura Morante è la protagonista dell’ultimo appuntamento di FossombroneTeatroFestival martedì 31 luglio in piazza Mazzini alle 21.30: “Brividi immorali” è il titolo del reading che l’attrice proporrà al pubblico in compagnia delle note del violoncello di Michela Munari. La Morante ha esordito giovanissima sulla scena italiana: prima nella danza, poi in teatro con Carmelo Bene, al cinema con Giuseppe e Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Gianni Amelio, Pupi Avati, Peter Del Monte. Nel corso degli anni si è poi cimentata con il cinema italiano e straniero. Forte di premi e riconoscimenti per la sua carriera di attrice, nel 2012 esce Ciliegine, il suo primo film come regista (Globo d’oro come Regista rivelazione) e nel 2016 firma la sua seconda regia con il film Assolo.

Brividi immorali è il suo esordio letterario: famiglie, coppie in crisi, omicidi e amici: storie di verità taciute che assumono, senza volerlo, le sembianze di una bugia. Tradimenti e paure alimentati da vecchi rancori o da accadimenti fortuiti, fraintendimenti e rimpianti serbati per anni che arrivano improvvisi a scompaginare le carte, a scrivere da capo un inizio o una fine, mandando all’aria ogni morale. Irregolari e spiazzanti, quasi si muovessero al ritmo di un’improvvisazione jazz, diversissimi eppure legati nel profondo, i Racconti e interludi di Laura Morante si spalancano come finestre spazzate da venti umorali su un mondo di relazioni e affetti, attraversato da una quotidiana violenza, piccola o grande.

Con un padre scrittore e giornalista, una sorella e un fratello che scrivono, una zia, Elsa, che è stata tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra: scrivere era nel destino di Laura Morante: «Non so se chiamarlo destino. I libri sono stati il nutrimento della nostra famiglia, abbiamo cominciato tutti a leggere da piccoli. Per tutti noi, il rapporto con la scrittura, se non altro da fruitori, è nato precocemente».

Sopra ogni cosa, su queste donne inquiete, fragili e contradditorie, su questi uomini razionali e infantili, su bambini sognanti e feroci, veleggia un’esatta, implacabile ironia che, nel disordine degli elementi, scova una bellezza insensata: la melodia disarmonica, imprevedibile e trascinante su cui il destino ci invita a ballare. Per il suo recital, la Morante ha scelto il racconto “Colpo di coda” e l’interludio “Tristezza per una zucchi-na”: «Mi sembravano i più fruibili dal vivo. ‘Colpo di coda’ è elaborato con un linguaggio molto parlato, è scritto in prima persona e il protagonista è un ragazzo molto semplice della periferia romana, che parla un linguaggio estremamente diretto. E tra i 7 interludi del libro, ‘Tristezza per una zucchina’ è quello che ha una piccola struttura narrativa». La sua scrittura è anche un’operazione musicale: «Gli interludi sono stati scritti con una prosa volutamente più musicale. – prosegue – Mi è venuto in mente di chiedere a un amico come Nicola Piovani, che ha musicato i due film che ho diretto, di scrivere dei pentagrammi per introdurre i testi del libro con un vero linguaggio musicale, che lui ha ideato in piena autonomia».

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