Carolina Rosi e il teatro dei De Filippo

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo sarà sul palco del Teatro Comunale di Cagli martedì 21 novembre, alle 21,00, con “Non ti pago”, un’opera ricca di ironia e vitalità, scandita da un ritmo incalzante, uno dei testi più noti della prima drammaturgia di Eduardo De Filippo, con l’ultima regia di Luca De Filippo. In scena un cast di eccellenti attori capitanati da Carolina Rosi e Gianfelice Imparato. La Rosi, moglie di Luca e figlia del noto regista cinematografico, è di nuovo sul palco e ha tutta l’intenzione di portare avanti la tradizione teatrale napoletana, continuando a vivere nell’arte dei De Filippo, ma non solo.

Ora occorre salvaguardare tutto il lavoro fatto?

<Il povero Luca non ha avuto il tempo di programmare niente e di capire fino in fondo come organizzarsi, il futuro della sua compagnia o di quello che lo riguardava. La compagnia fondata da lui è un nucleo compatto che lavora insieme da più di 10 anni. Non sono stata tanto a riflettere, mi è sembrato naturale portare avanti il suo lavoro, proprio per dare un segnale di esistenza e di forza, continuando a credere nel teatro. Con questa commedia abbiamo superato le 200 repliche: merito della sua regia.>

Un’eredità immensa e importante che necessita anche di collaborazioni esterne?

<Sì, abbiamo prodotto un altro spettacolo, “Questi fantasmi” con la regia di Marco Tullio Giordana che ha fatto un ottimo lavoro. Ora occorre proseguire in un percorso di crescita e affiancamento a registi e autori che possano continuare ad insegnare qualcosa agli attori. Siamo una delle poche compagnie con 11 attori, 5 tecnici, dove si pagano anche i giorni di riposo. La lealtà di Luca mi appartiene, sia come Dna di famiglia che per la sua vicinanza.>

Per il teatro napoletano di Eduardo e non solo?

<Infatti, abbiamo iniziato a produrre anche altri spettacoli con autori contemporanei napoletani, come Enzo Moscato con la regia di Carlo Cerciello. Si può e ci si deve occupare non solo di chi è già arrivato, ma anche di realtà che vanno aiutate.>

Una grande forza la sua..

<Bisogna lasciare da parte sé stessi e mantenere viva la memoria di quelli che non ci sono più. Per me è un godimento salire sul palco ogni sera e forse l’ho capito di più ora. Prima ero protetta da Luca, la vita in tournée era divisa in due e sapevo di avere un occhio attento sempre su di me. Ora ho dovuto responsabilizzarmi, ritrovando una nuova forza che forse prima non avevo. Vado avanti e non potrei fare altro!>

Non ti pago è una commedia che, nonostante la sua comicità venne definita tragica da Eduardo?

<E’ una delle più tragiche perché come in tutte le commedie che parlano della nostra vita e dei sentimenti, non si può non includere la loro ambivalenza. Qui c’è una famiglia messa a dura prova con momenti esilaranti, ma anche estremamente tragici e che, secondo me, non ha nemmeno un “lieto fine”. >

Un ricordo di Luca?

<E’ strano: mentre quando è successo pensavo di essere più forte, più passa il tempo e più mi scopro fragile. Ogni sera vedo Luca davanti: era una persona dalle mille sfaccettature, spiritoso, generoso, attento e severo. Un Uomo con la maiuscola e io lo rivedo anche nei gesti delle persone che mi circondano. Ti spiazzava, sapeva sorprenderti, non ne troverò un altro come lui.>

 

Botteghino del Teatro: Tel. 0721 781341 – e mail: botteghino.teatrodicagli@gmail.com

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