Contesa d’amore: un gesto, una voce

Una sperimentazione tra teatro e musica è alla base di “Contesa d’amore. Lei, la sua ombra e l’uomo seduto”, in scena in prima assoluta sabato 14 aprile al Teatro Apollo di Mondavio alle ore 21.15.

Lo spettacolo nasce dall’incontro di due donne, una cantante e un’attrice che fondono la loro arte in un’unica voce, ma, al tempo stesso, si riverberano attraverso le mille sfaccetature femminili. Da una parte Frida Neri, cantautrice e interprete intensa dell’anima musicale del mondo che ha di recente pubblicato il suo ultimo album “Alma”; dall’altra l’attrice Giulia Bellucci, formatasi alla scuola del Teatro Linguaggi, che ha al suo attivo diverse interpretazioni, tra cui alcune che hanno toccato anche la musica d’autore.

Due donne in scena, fra drappi bianchi e vesti rosse, un boa di struzzo, un ampio specchio e un uomo su una sedia girato di spalle: <E’ uno spettacolo nato con estrema dolcezza e naturalezza – spiega la Bellucci – tutto ha preso forma in modo semplice, quasi fosse un’esigenza comune.>

<Inizialmente poteva nascere una collaborazione tra prosa e musica – commenta Frida Neri – ma immediatamente è nato uno scavo, una ricerca fatta di carne, emozioni e non solo pensiero.>

In scena, le due donne sono una e raccontano attraverso molteplici linguaggi (la parola, il corpo, la voce che intona) ogni singolo nodo del rapporto con l’altro, con quell’uomo tanto desiderato agognato e rincorso eppure distante: la relazione e le sue dinamiche viste dall’interno di una donna, dal suo punto di vista esistenziale che trascende il piano del semplice vissuto per abbracciare quello universale.

Ispirato all’opera «Diatriba d’amore» di Gabriel García Márquez, lo spettacolo si snoda nello spazio circoscritto dalla stanza e nel tempo senza tempo di una eterna preparazione domestica; siamo partecipi del destino di una coppia e dei suoi molti volti, mentre si veste o meglio si denuda, in preparazione della loro stessa festa. Oggetti, gesti, passi; lo svolgersi della vicenda riesce a comunicare la dimensione sempre mitica, sempre poetica e sempre assoluta che rimane viva e attiva nel senso della quotidianità che pure sembra così avulsa a volte, dalle mani del destino.

Non solo dedicato alle donne, ma anche agli uomini affinché trovino la traccia per non perdersi nei meandri di un ruolo spesso imposto e poco condiviso.

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