Copenaghen: un processo privato

Un trio di straordinari interpreti per un formidabile thriller scientifico politico, da non perdere, al Teatro Rossini di Pesaro: da questa sera a domenica in scena Copenaghen di Michael Frayn, atteso e acclamato spettacolo diretto da Mauro Avogadro, riproposto ora dalla Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma Teatro Nazionale. Sul palco Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice. (Lo spettacolo sarà anche a Fermo, Teatro dell’Aquila, lunedì 18 dicembre.)

Non è solo il successo riscosso a Londra e a Parigi da Copenaghen di Michael Frayn la ragione della messinscena di questo testo nel nostro Paese. Commedia affascinante per l’originalità dei temi e della struttura: Copenaghen è quasi un “processo privato” a porte chiuse, porte che di continuo si aprono proiettando i personaggi verso luoghi ed azioni del passato. Luoghi mentali, forse, ma per noi tutti reali: la bomba atomica, il genocidio, la funzione positiva, e al tempo stesso pericolosa, della scienza. Copenaghen offre la possibilità di proporre, citando Montale, “un teatro fondato sul valore della parola e non sui trucchi dell’arte spettacolare, ancor oggi, e forse per molto tempo ancora, addirittura inimmaginabile in Italia”.

La trama: In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini a un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione e il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. L’asse portante attorno al quale ruota lo spettacolo è dunque il motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro.

<Penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una compagnia teatrale che porti il mio nome – afferma Umberto Orsini – senza pensare all’opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come Copenaghen. Quando decisi di avere accanto a me un attore come Massimo Popolizio affidandogli anche la regia di ll prezzo di Miller mi era chiaro che questa collaborazione non sarebbe stata un episodio isolato. Era evidente che insieme avremmo potuto dare vita a qualcosa che oggi è sempre più difficile trovare e cioè a quel teatro di recitazione nel quale entrambi, seppure in epoche diverse, siamo cresciuti e al quale ci ispiriamo. Ed ecco che riproporre Copenaghen, la pièce di Frayn che insieme a Giuliana Lojodice ci aveva visti interpreti per la prima volta diciotto anni fa, mi è sembrata una scelta quasi obbligata. Spettacolo nato a Udine nel 1999, riproposto con l’ERT in anni lontani a varie riprese di cui l’ultima otto anni fa, recensito dalla totalità della critica in maniera entusiastica, amato da un pubblico sempre numerosissimo, visto come un evento dai teatri delle maggiori città, sorprendente per la costante attualità del tema trattato, che si vorrebbe più di così? E allora, e non so se sarà l’ultima, ancora una volta Copenaghen.>

L’incontro con la compagnia di Copenaghen si svolgerà sabato 16 dicembre alle ore 18 presso la Sala della Repubblica del Teatro Rossini.

Info: Teatro Rossini 0721 387621, Teatro dell’Aquila 0734 284295. Inizio spettacolo: a Pesaro, da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 17; a Fermo ore 21.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *