Cristo si è fermato a Rio: Matteo Gennari a Pesaro

Matteo Gennari è di nuovo a Pesaro per presentare i suoi ultimi 2 lavori letterari: con l’antologia di racconti “Cristo si è fermato a Rio” e il romanzo “Il fumo della pipa va lontano”, sarà alla libreria Il Catalogo, lunedì 6 gennaio alle ore 16.

I racconti sono stati pubblicati da Unicopli di Milano e dentro il libro si potrà trovare un segnalibro con un codice a barre per scaricare l’audiolibro recitato da un attore di Perugia, Claudio Carini. Il romanzo, che Matteo sogna di pubblicare in cartaceo, è ambientato quasi completamente in Italia e mescola l’adolescenza dell’autore  (tra Pesaro e Milano) con l’elemento tipicamente spirituale brasiliano.

Nato da genitori pesaresi, Matteo ha lavorato a Milano per diversi anni, fino a quando, 17 anni fa, un viaggio di piacere in Brasile ha segnato il suo destino: «È stato un caso, – racconta – ma credo nel destino. In realtà fu viaggio suggerito da un mio amico professore di Pesaro. Dopo 10 minuti che ero all’aeroporto di Bahia sentivo già una spiccata familiarità con quel posto. Credo nella reincarnazione, ma all’epoca erano solo intuizioni. E ancora oggi continuo a sentire grande familiarità con quell’ambiente, mi sento a casa». A Pesaro presenta il suo 4 e 5 libro: «Sto scrivendo un noir, ed è il quindicesimo romanzo che scrivo, ma indipendentemente dal successo o non successo e dalla pubblicazione delle opere, sto cominciando a vedere quello che ho prodotto finora come la mia “opera”». A questo punto della sua carriera di scrittore, Matteo si è anche reso conto di fare parte di una categoria speciale di narratori, una linea letteraria mondiale che riguarda la letteratura dell’immigrazione: «Si tratta di scrittori che non vivono nel paese in cui sono nati: scrivono con profondità e conoscenza storie ambientate, in maggior parte, nel paese di adozione, ma che mantengono un forte legame con la cultura di origine, anche di natura linguistica. Possono infatti scrivere nella lingua di origine, ma anche in quella di d’adozione. Non è la lingua che discrimina questo genere letterario, è il fatto che tu racconti prevalentemente la realtà in cui sei stato adottato, avendola conosciuta bene, ma mantieni comunque un legame forte con le tue origini, quindi qualsiasi esperienza racconti è sempre vista con un doppio sguardo. Vedo pesaro con gli occhi di Rio e Rio con gli occhi di Pesaro o Milano. Nello specifico i miei libri sono ambientati all’80% in Brasile».

Ma è anche il sottotitolo di questa presentazione che incuriosisce: “Letteratura dell’immigrazione, tra esoterismo, psicanalisi e favelas”. «L’esoterismo è legato a Pesaro: una signora di qui mi consultò per aver avuto problemi legati alla magia nera con un gruppo di brasiliani, dato che in Brasile frequento centri di una religione afro-brasiliana e conosco bene la materia. Sono stato la sua porta per entrare in questo mondo di energie spirituali che piano piano ha risolto. La psicanalisi deriva dal fatto che in molti hanno riscontrato nei miei racconti un approccio psicoanalitico alla realtà: da Rio ai suoi abitanti, fino al mondo religioso ed esoterico. Infine le favelas: è un mondo tipicamente brasiliano nel quale ambiento molte delle mie storie, povero, ma ricco di culture ed esperienze». Matteo, che insegna italiano a Rio, ha conosciuto lì sua moglie con la quale ha formato una famiglia, ma è rimasto molto legato a Pesaro: «Ogni volta che torno la trovo migliorata, molto ricca culturalmente». 

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