De Andrè day alla Rocca di Fano

Dopo Guccini, Dalla e Gaber, il programma della Rocca Malatestiana di Fano prosegue, venerdì 17 agosto alle 21.15 (rinviato dal 14 agosto), il suo viaggio nel ricordo dei grandi cantautori italiani, con il tributo a De Andrè “Ho imparato l’amore” realizzato dai Khorakhanè, la band rivelazione nel 2007 al 57° Festival di Sanremo, premio della critica nella sezione giovani, che proporranno il testamento musicale del grande cantautore: “La Buona Novella”.

E il pensiero non può non andare alla Genova di De Andrè che piange e al tempo stesso alza la voce, rabbiosa per quello che è accaduto. Come nella nota canzone “Ho visto Nina volare”, la frase “mastica e sputa da una parte il miele, mastica e sputa dall’altra la cera”, ricorda l’andamento faticoso della vita: come api operaie è necessario costruire passo dopo passo le proprie esperienze prima che venga neve.

Sul palco della Rocca una band filologica che, dopo la morte di De André, ha riproposto il suo repertorio: Fabrizio Coveri (voce), Matteo Scheda (chitarre), Pier David Fanti (percussioni), Gianluca Ravaglia (contrabbasso), Nicoletta Bassetti (violino), Enrico Pelliconi (fisarmonica), Fabio Battistelli, gran conoscitore di questa suite di De Andrè (clarinetto) e Chiara Riondino (voce) che interpreterà le parole delle donne molto presenti nell’opera.

La proposta della direzione artistica della Rocca a cura di Massimo Puliani, ha inoltre in programma alle 18.30, ad ingresso libero, due installazioni pittoriche dedicate ad una canzone di De Andrè: Andrea Corsaletti con “La resurrezione”, opera in acquarello (m.2×1,30) che è stata realizzata nella ex cappella della Rocca dove troverà la sua collocazione ideale, e “Nuvole” che l’artista Paolo Del Signore ha immaginato per la galleria della Rocca. Per i “Dialoghi nella Torre” l’appuntamento sarà con Enzo Vecchiarelli che, nel nuovo spazio incontri sotto i tigli, dialogherà sulla Sacralità di De Andrè insieme a Padre Salvatore Frigerio.

La Buona Novella, suite nel 1970 ispirata ai cosiddetti vangeli apocrifi, racconta la storia di Maria e della crocifissione di Gesù in modo inconsueto per la letteratura cattolica, ma pur sempre in maniera rigorosa e austera. Anni dopo, il cantautore spiegherà che “La buona novella” voleva essere una allegoria delle istanze migliori della rivolta del ’68, che vengono paragonate alle idee di egualitarismo e fratellanza universale di Gesù di Nazareth, “il più grande rivoluzionario di tutti i tempi”.

Tra le canzoni “Laudate Dominum” che introduce la storia di Maria, “Il testamento di Tito”, “Il ritorno di Giuseppe” ecc.

Biglietti in vendita al Teatro della Fortuna e, dalle ore 20, direttamente alla Rocca Malatestiana.

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