Deluderti: un atto rivoluzionario

Maria Antonietta torna nella “sua” Pesaro con il tour che segue l’uscita di “Deluderti” il tour nato dal nuovo album prodotto insieme a Giovanni Imparato (Colombre) per La Tempesta Dischi, sabato 12 maggio, al Teatro Sperimentale di Pesaro, nell’ambito della rassegna multidisciplinare TeatrOltre. Sul palco una Maria Antonietta più matura e consapevole: non è un caso che “Deluderti” sia un concept album che legge la delusione come atto rivoluzionario, come atto di coraggio per ribellarsi alle convenzioni, a ciò che gli altri, ma anche noi stessi, si aspettano da noi.

Un ritorno a Pesaro: emozionata?

<Decisamente, anche perché già sei emozionato perché porti il disco nuovo in giro ed è un confronto con la realtà, ma, ovviamente, farlo nella tua città è sempre molto più difficile, ma anche molto emozionante! Sarà bello!>

Ha preso una lunga pausa dalla musica, ma in realtà è stato un periodo molto denso e ricco…

<Mi sono presa un periodo molto lungo, ma se consideriamo il tour dopo l’ultimo album in realtà è di meno. Avevo la laurea in stand by (in Storia dell’Arte ndr). Ho fatto diverse esperienze, tra cui arteterapia con l’associazione culturale Lapsus insieme a ragazzi con varie disabilità ed è stata un’esperienza forte e destabilizzante per me che sono abituata a relazionarmi con le parole. Lì dovevi farlo in maniera diretta e fisica.>

Poi ci sono stati i reading di poesia?

<Sì, dedicati a sei poetesse che amo, dove ho musicato delle loro liriche, anche quella una cosa molto coinvolgente.>

Non è che per caso volevi fare la poetessa da piccola?

<Sempre, da sempre! Alla fine la radice comunque è la stessa, se pensiamo che la poesia antica era musicata e cantata. A livello di evoluzione del linguaggio, il motivo primo è il ritmo quindi il linguaggio è uno solo. Trovo molto sensato il Nobel a Dylan.>

Hai esordito a 18 anni sulla scena musicale, cosa è cambiato dalla Maria Antonietta di allora?

<Sicuramente c’è molta più consapevolezza in me: diventando adulta, facendo esperienza suonando, confrontandoti con persone e situazioni, sviluppi una visione più chiara di quello che sei e quello che vuoi fare, quello che ti piace e quello che non ti piace. Non è così automatico sapere cosa vuoi realizzare, lo capisci piano piano. Questi anni sono serviti a questo, a conoscermi meglio e questo è alla base di qualsiasi attività. Ma ho acquisito anche più fiducia in me stessa, che non è secondario: se hai poca stima e fiducia in te fai molta più fatica.>

E’ un atto di coraggio “deludere”?

<Ho intitolato il disco così perché volevo operare una rivalutazione positiva della delusione. Credo che uno possa diventare un adulto felice e trovare un suo equilibrio quando riesce a permettersi di deludere le aspettative proprie e degli altri. Secondo me in quel momento ti senti abbastanza forte e libero e sicuramente sei più vicino alla realizzazione di te stesso. È un meccanismo molto umano essere alla ricerca di approvazione, ma alla fine, se incontri approvazione ma non hai realizzato davvero quello che tu sei davvero, cosa ti comporta questo?>

Come eludere le aspettative delle persone?

<Non è un obiettivo da porsi: né il compiacere, né il contrario. Si dovrebbe restare focalizzati sul proprio centro, dove senti che quello che stai facendo non ti mette in difficoltà e non operi nessuna censura. Non c’è negatività, bisogna pensare alla delusione come momento positivo: se ho poca fiducia in te non posso permettermi di deluderti: nei rapporti veri invece, la delusione serve per avanzare e comprendersi. Non una sfida quindi, ma un’evoluzione positiva.>

Sul palco con Maria Antonietta: Marco Imparato (basso e flauto traverso), Andrea Vescovi (chitarra elettrica) Daniele Rossi (tastiere e violoncello) Matteo Sideri (batteria).

Info: Teatro Sperimentale 0721 387548 il giorno di spettacolo dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 a inizio concerto previsto alle ore 21.

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