Dialoghi con cani vivi e cani morti in tintoria

Senza Valigia –  teatro, cinema, cultura fuori dai  nostri spazi consueti _di Mariarosa Bastianelli

Il Mestiere del narratore: a Roma mostra Dario Fo e Franca Rame
Il nostro teatrovagare ci porta, questa settimana, verso una mostra imperdibile, che ci accompagna nel ricordo di due grandi attori, autori, artisti completi che ci mancano tantissimo: Dario Fo e Franca Rame.
E’stata infatti inaugurata di recente a Roma, a Palazzo Barberini, e durerà fino al 25 giugno, una retrospettiva a cura della compagnia Fo-Rame, il mestiere del narratore, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Un evento per ricordare due degli artisti più importanti a livello nazionale ed internazionale che hanno segnato oltre mezzo secolo di storia culturale e teatrale italiana.
Gli episodi salienti della loro vicenda artistica, l’attualità storico-politica dell’epoca e le loro opere teatrali sono raccontati con le parole dei due maestri attraverso i pannelli descrittivi che accompagnano la lettura dell’esposizione. In mostra l’enorme patrimonio di copioni, bozzetti, fotografie, progetti, disegni, tele, arazzi, documenti, pupazzi, maschere, costumi e oggetti di scena che Dario e Franca hanno prodotto nell’arco della loro lunga e prolifica vita teatrale.
Un’occasione per pensarli, per ricordarli, per riflettere su quanto e cosa ci hanno lasciato. E su come potrà essere il palcoscenico, d’ora in poi, senza di loro.

Monologo di attore (con cane)
Un attore consumato parla con un cane della sua vita in teatro. In un appassionato e torrentizio fluire di parole, l’attore sfoga la sua amarezza per un mestiere in cui non trova più la scintilla della creazione, per un teatro che avverte ormai malato, che è necessario riscoprire nei suoi aspetti più autentici: una voce, un corpo che ci guarda, un incontro umano che si realizza.
Il protagonista è Paolo Musio che così parla di questa sua ultima fatica in scena a Bologna:
“Studiando il testo “L’ARTE DEL TEATRO” di Pascal Rambert, in vista della sua presentazione al pubblico nella sua versione italiana, ho pensato: questo testo è un dono. Un dono di irriducibile umanità, leggerezza ed ironia che l’autore fa a chi lo incontra sul terreno accidentato della propria esistenza, in cerca di un senso. È un dono come lo sono le lacrime, che sgorgando lavano il dolore e lo fanno scintillare”.

Pascal Rambert è un regista, drammaturgo e coreografo francese, che per Emilia Romagna Teatro ha già diretto le versioni italiane di due spettacoli: Cloture de l’amour e Prova. Nel 2016 l’Académie Française ha conferito a Rambert il Prix du théatre per l’insieme della sua opera, confermandolo come uno degli artisti teatrali più talentuosi e apprezzati della scena contemporanea.
Affidando il suo monologo all’ascolto silenzioso del “migliore amico dell’uomo”, l’attore di Rambert in realtà consegna a noi spettatori un’autentica dichiarazione d’amore per il teatro, arte che esige di essere goduta, che è sinonimo di vita e di passione, che nella dimensione privilegiata del “qui e ora” si nutre del respiro e del battito della contemporaneità.
Uno spettacolo di cui sentiremo parlare.
Al Teatro delle Moline di Bologna fino al 31 marzo.
http://www.emiliaromagnateatro.com/spettacoli/larte-del-teatro/

Cane Morto in tintoria a Berlino
A Berlino, al prestigioso teatro Schaubuehne, sta partendo una rassegna di drammaturgia contemporanea, che vede sfilare le messe in scena dei più recenti autori del teatro contemporaneo: Richard Nelson, Christophe Meierhans, Roberto Farías e Pablo Larraín. Segnaliamo uno spettacolo della intensa e provocatoria autrice e attrice spagnola, Angélica Liddell, il suo ormai celebre Cane morto in tintoria, sorta di rituale dell’angoscia che l’ha fatta amare e odiare nelle sale di mezza Europa. La Liddel, con i suoi lucidi 49 anni, afferma: “Quando si arriva alla seconda metà della propria vita la speranza non conta più. Le delusioni sono accumulate nel lavandino, rimane solo l’attesa e non più la speranza. Sei pronto a ciò che non sarà mai più raggiunto. Una merda”.
Angelica, che si definisce selvaggia e hooligan, è osannata e disprezzata per i suoi spettacoli sapienti, appassionati, teneri e violenti, che mostrano masturbazioni in diretta e sangue vero, “tutto ciò che devi nascondere nella quotidianità”.
Per i più ardenti viaggiatori. http://www.schaubuehne.de/en/spielplan/index.html

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *