Due stelle nel buio: Sisters

Due interpreti femminili di grande intensità come Iaia Forte e isabella Ferrari, sono le protagoniste, al Teatro della Fortuna di Fano, di Sisters. Come stelle nel buio, di Igor Esposito, dirette da Valerio Binasco, da mercoledì 6 a venerdì 8 dicembre. In una villa immersa nei ricordi, le protagoniste rivivono un passato glorioso ormai svanito. Sullo sfondo della storia un terribile incidente che si è portato via il padre e il loro futuro. Il rapporto di convivenza tra la le due sorelle è combattuto fra la disperazione e la speranza, l’odio e l’amore, il coraggio e la paura.

Una commedia dai forti tratti umoristici eppure commoventi che racconta la storia di due sorelle: due esistenze messe a nudo in palcoscenico come in un campo di gioco tra rancori e incomprensioni. Iaia Forte è Regina, la sorella che più era attaccata al padre, che si deve occupare di Chiara, costretta su una sedia a rotelle:

Chi sono queste due stelle nel buio?

<Sono due sorelle patologiche, pazze, che vivono in questa casa che è anche luogo dell’inconscio, della memoria a cui sono ancora ancorate, entrambe legate ad un grosso complesso di Edipo. Sono incapaci di compiere il passaggio verso una età adulta. Hanno conflitti, rancori e rivalità che appartengono a tutti i nuclei famigliari, comuni a tutti i legami stretti. E’ uno spettacolo “strano”, ma molto emotivo.>

E’ l’emotività la forza di questo testo?

<Sì, è il parlare ad una dimensione psichica che appartiene a tutti, ma è difficile riconoscere in sé stessi perché comporta frustrazione e dolore. Io sono una bambina prodigio che ha interrotto la sua carriera molto presto, Chiara è stata un’attrice di cinema che a sua volta ha dovuto interrompere per un incidente. Quindi entrambe vivono questa “interruzione” delle loro vite e carriere: vivono in una parodia, come due clown tristi che dividono questa misera esistenza fra amore e rancore.>

Praticamente “né con te, né senza di te”?

<Esattamente, un legame “beckettiano” da cui non si esce in nessun modo, che va anche oltre il legame di sangue perché appartiene anche a quelle coppie che non riescono a svincolarsi. E’ uno spettacolo che ci impegna molto dal punto di vista emotivo, ma è un impegno che ci gratifica e lo spettatore è costretto a riflettere su temi che tende ad evitare. Credo molto in un teatro che fa riflettere sulla condizione umana.>

Come è stato il rapporto con Binasco e la Ferrari?

<È stato un bellissimo viaggio: ho ritrovato Valerio dopo che con lui avevo fatto “Tradimenti” di Pinter e Isabella con cui ho anche un bel rapporto di amicizia. Binasco ci ha chiesto di scardinare le nostre memorie private e quindi le prove sono andate molto oltre lo spettacolo. E’ stato bello lavorare con persone con cui ci si sente in intimità, le prove erano quasi un laboratorio, un viaggio nel testo e dentro di noi.>

Tanto teatro, ma anche tanto cinema: qual è la sua dimensione ideale?

<Sempre il teatro! Ho fatto un divertente personaggio nel film di Salemme, poi ancora con Sorrentino, ma riprenderò a marzo lo spettacolo “Tempi nuovi” con Fantastichini; il teatro è sempre la mia casa, la mia vita.>

Da Erodiade a Carmen, passando per MollyB: c’è un personaggio che le è rimasto nel cuore?

<Credo proprio Molly: sono molto legata a quella dimensione dell’intimo femminile che riesce a raccontare Joyce. E’ stato un personaggio in cui mi sono ritrovata e che ho amato particolarmente.>

 

Giovedì 7 dicembre alle ore 18 al Teatro della Fortuna avrà luogo l’incontro con la compagnia e a seguire apericena a 5 euro.

Per informazioni e biglietti: botteghino del Teatro della Fortuna 0721 800750. Inizio spettacoli: mercoledì e giovedì ore 21, venerdì ore 17.

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