Eat Me: imparare a conoscere

Lunedì 15 maggio, al cinema Nuova Luce Urbino, alle ore 21.15, sarà presentato il prodotto finale del documentario “Eat Me”, prodotto da Heta e Fanpia a cura dei registi Ruben Lagattolla e Filippo Biagianti (ormai famosi per il loro toccante documentario Young Sirias Lenses).

Il progetto è nato grazie alla sinergia di diverse associazioni di volontariato di tutta la Regione e si spende per portare un aiuto concreto nei confronti della battaglia contro l’anoressia, una malattia silenziosa e subdola che purtroppo spesso vince sulla vita. Legata alla realizzazione, tramite un crowfounding, del documentario è partita anche una campagna di prevenzione sui DCA, con interventi nelle scuole e nei cinema marchigiani realizzati dal Centro HETA. Un docu-film che si differenzia molto da altre produzioni inerenti l’argomento come afferma Filippo Biagianti: <Eat Me è un racconto in presa diretta sulla quotidianità di due adolescenti affette da disturbi del comportamento alimentare. Le riprese sono durate due anni e mezzo e, grazie alla collaborazione con il centro Heta di Ancona, abbiamo avuto la possibilità di coinvolgere nel documentario anche le famiglie delle due ragazze che con coraggio hanno scelto di “metterci la faccia”. Due percorsi diversi, due adolescenti allo stesso tempo protagoniste e testimoni, per raccontare sé stesse e la loro personale battaglia contro questa terribile malattia. Nasce così un ritratto di cinema sociale che cerca di andare oltre la cortina di pregiudizi e ignoranza che troppo spesso accompagnano le discussioni sull’anoressia e sui disturbi del comportamento alimentare in genere.>

<Il nostro approccio al tema durante lo sviluppo del documentario è stato sempre quello di ricercare la linea narrativa più onesta possibile. – chiosa Biagianti – Nel film sono le ragazze che si raccontano, con le loro insicurezze e le loro contraddizioni di adolescenti. Il nostro lavoro non deve dare risposte, ma far nascere l’esigenza nel pubblico di interrogarsi sul tema dei DCA e su tutte le implicazioni sociali legate a questa malattia. Porsi delle domande, non limitarsi solo ad ascoltare le risposte che pensiamo siano giuste.>

Le Associazioni di volontariato come la Fanpia, i Centri specialistici come il Centro Heta ad Ancona, che ha referenti anche a Fano (Dr.ssa Cristiana Santini), Senigallia e Pesaro, e gli altri Centri Fida sul territorio nazionale, lavorano incessantemente per aiutare i giovani e le loro famiglie. Gli ultimi dati parlano di 40000 donne colpite nelle sole Marche e del 4% della popolazione Italiana, comunque al netto di un sommerso molto più ampio, dovuto alla difficoltà, per molti soggetti, di approdare a una richiesta d’aiuto. Attualmente nelle Marche operano 3 centri ambulatoriali (Pesaro, Ancona e Fermo) e la NPI del Salesi che però non sono ancora a regime di personale e non sono in grado, malgrado la professionalità degli specialisti presenti, di dare risposte esaustive alle tante richieste.

 

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