Elio e il suo Figaro

Tra le celebrazioni del 150esimo della morte di Rossini, nell’ambito della settimana del non compleanno, al Teatro Rossini di Pesaro Elio porta uno dei suoi cavalli di battaglia “Figaro il barbiere” scritto a quattro mani con Roberto Federiciani. Alla musica di Rossini, nella riduzione originale dell’epoca, si unisce nello spettacolo un narratore che, dialogando con il pubblico, racconta i momenti salienti e introduce i personaggi, con la partecipazione di Roberto Fabbriciani al flauto, Fabio Battistelli al clarinetto e Massimiliano Damerini al pianoforte.

Un omaggio al Cigno di Pesaro, per uno spettacolo in cui musica e narrazione si fondono con un obiettivo ben preciso: rendere l’opera lirica accattivante e apprezzabile anche a un pubblico di giovani.

Elio, come sarà il suo Figaro?

<Ho pensato, in realtà ben 9 anni fa, ad uno spettacolo in cui si raccontasse la storia di una delle opere più conosciute, la più simpatica. Interpreto un parrucchiere che racconta le gesta del più grande parrucchiere del mondo. Tutta la trama del Barbiere non è così nota ai più, ed è davvero divertentissima. Quindi, servirò i clienti che in realtà sono musicisti e suoneranno alcune arie, nelle quali ogni tanto mi cimenterò, ma non con velleità da cantante lirico.>

Le piace l’Opera?

<Sia io che Fabbriciani consideriamo l’Opera molto ignorata dalla stragrande maggioranza della gente, mentre è una di quelle cose per cui siamo conosciuti in tutto il mondo! Se hanno imparato l’italiano, lo dobbiamo proprio all’Opera: noi che nel mondo contiamo lo 0,1 di solito, per l’Opera lirica contiamo invece tantissimo. Lo sa l’aneddoto del padre di Condoleezza Rice? Lui, amante dell’Opera, voleva chiamarla “Condolcezza”, termine noto nella lirica, ma non si capirono e scrissero il nome con una c di meno! In Italia è al 24esimo posto delle scelte del pubblico ed è davvero assurdo e stupido.>

Anche Sting ha detto di essere stato ispirato da Rossini..

<Mi fa uscire pazzo che i grandi registi americani citino come ispirazione i nostri registi, che noi manco consideriamo, che i musicisti stranieri citino i nostri autori, quelli che noi manco ci filiamo! Bisogna iniziare un cammino diverso e questo spettacolo è dedicato a coloro che non conoscono l’Opera.>

Rossini ha ispirato la vostra Band?

<Fino a diverso tempo fa Rossini per me era una statua, come se non fosse nemmeno umano, ma quando ho iniziato a interessarmene ho scoperto un genio che da ragazzino, a 24 anni, scrive il barbiere: immaginatevi un rapper di oggi che fa le stesse cose, impossibile! Più che un’influenza precisa su di me e il gruppo, diciamo che è stato per noi importante l’approccio alla musica, la possibilità di divertire suonando bene, come faceva Rossini, cosa che sembra incompatibile.>

Vi è pesata l’etichetta “demenziale”?

<L’Etichetta di un genere, ma noi non abbiamo un genere! Se scrivi “demenziale” lo associ a chi suona male, invece noi abbiamo sempre cercato di fare cose interessanti: scemenze sì, ma musica di alto livello e i musicisti ce lo riconoscono. In questo senso ci assomigliamo, con Rossini, ma è un paragone che non si può fare, Rossini è mondiale.>

Ora che vi sciogliete prenderete una pausa, andrete in India come i Beatles?

<È una fine in perfetto stile nostro, siamo arrivati al massimo delle nostre possibilità tecniche. Una cosa del genere l’aveva fatta anche Carosone. Potremmo anche andare in India, perché no? Nelle nostre intenzioni c’è di trovare stimoli nuovi, sia singolarmente che in altri gruppi, sempre in stile Monty Python, nostri grandi ispiratori.>

Lo spettacolo è una produzione Just in Time. Info e biglietti: Teatro Rossini 0721 387621. Inizio spettacolo ore 21.

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