Esplosivo il “factotum” di Monica Casadei

Travolgente, elettrizzante, esplosivo: il Barbiere di Siviglia di Monica Casadei è un factotum anni 2000, l’uomo di successo che soddisfa con efficacia, vivacità e savoir faire le aspettative di una Società che impone ogni giorno di raggiungere i propri obiettivi ottimizzando tempi ed energie.
L’incursione nell’opera del Cigno di Pesaro, in occasione della settimana del Non compleanno e dell’anno rossiniano, della coreografa emiliana e dei suoi magnifici danzatori (Artemis Danza) coinvolge ed emoziona il pubblico nella sua prima assoluta al Teatro Rossini: uno spettacolo ricco di creatività, fantasia e irrefrenabile vitalità che attraversa il palcoscenico del teatro, pensato come la vera “casa” del Maestro, in mezzo ai fantasmi delle sue opere (con gli splendidi costumi offerti dal Rof).

Apre lo spettacolo, sull’overture, la straordinaria danza pittorica di Giuliano Del Sorbo che disegna, come un flusso ininterrotto, le figure che poi si animeranno sul palco: una performance di grande intensità e poesia. I protagonisti delle sue tele, nascono come per magia dai tratti decisi e al tempo stesso delicati: figli di una creazione misteriosa e onirica, nella suggestione di un’immagine che si fa corpo nel contatto del colore con la tela.

La tela scompare e via via compaiono i mille volti del Figaro contemporaneo che la Casadei ha immaginato capace di ogni acrobazia sul filo incerto di un mondo contemporaneo spietato, che richiede di inventarsi e re-inventarsi continuamente, toccando anche l’aspetto comico e ironico dell’essere il vero “factotum” della città. “Se uno non si improvvisa oggi scompare: anche i miei Figaro ci provano e, se ti convinci, poi lo diventi.”
Assente un’identità di genere per dare corpo all’essenza a contatto con la quotidianità, con uno sguardo da una parte al passato e, dall’altra, alla sfida del futuro.
Anche in questo lavoro, Luca Vianini alterna le musiche di Rossini con sonorità contemporanee che ben si sposano con l’originale, in un ritmo incalzante e colorato. Sul palco si alternano le presenze dei danzatori, come figure di un quadro all’interno di un castello ricco di ricordi e suggestioni, tra passato e presente, eterno e scattante, magico e accattivante. Incalzante e ricco, lo spettacolo emoziona e coinvolge, offrendo spunti appassionanti non solo per la bravura degli interpreti, ma, soprattutto, per l’intensità che sanno trasmettere: il “tocco” della Casadei è proprio questo, il senso umano di un sentimento condiviso, dentro e fuori dal palco.

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