Fano Film Festival compie 30 anni

Non c’è modo migliore per festeggiare i 30 anni di Fano International Film Festival, in programma fino a sabato 20 ottobre tra il cinema Malatesta e il Politeama, se non con i grandi numeri di questa edizione: 1249 film pervenuti, 96 nazioni partecipanti, più di 200 opere provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado, 80 tesi di laurea:
Numeri imponenti, autori di grande spessore con opere che quest’anno hanno toccato apici di grande qualità con una grande partecipazione anche dall’estero, il 60% dei lavori. 50 sono le produzioni marchigiane, con film prodotti e realizzati da autori e/o registi della nostra regione.

Grande soddisfazione da parte del direttore artistico Fiorangelo Pucci che si dedica al festival, con anima e cuore, dal 1989: «Passiamo l’estate a selezionare i lavori, prima al pc, poi su megaschermo e poi si prendono le decisioni, non facili quest’anno per la grande qualità. Nella maggior parte si tratta di fiction, ma ci sono tanti documentari e tanta bella animazione, tanto che abbiamo dovuto destinarle due serate. I temi sono, come sempre, di stretta attualità: dalla precarietà del lavoro ai flussi migratori, dall’emarginazione al disagio giovanile e conseguente ricerca della felicità, fino alla malattia, una in particolare l’Alzheimer e i diritti dei disabili. Prevalgono tematiche relative al desiderio, alla paura della solitudine e dei bisogni primari. Ci sono anche un paio di film legati al terremoto. Da segnalare una notevole crescita da parte della cinematografia italiana, grazie alla partecipazione di diverse scuole di cinema del nostro paese».

Già annunciati i vincitori di questa edizione che saranno i protagonisti della serata finale (sabato 20 ottobre) con le premiazioni: “Magic Alps” dei milanesi Andrea Brusa e Marco Scotuzzi è il miglior film d’autore italiano, basato su una storia vera, che si aggiudica anche il premio come miglior attore vinto da Giovanni Storti, mattatore del trio di comici, qui, in una veste drammatica, funzionario di un centro profughi; anche il miglior film straniero “Lunch ladies”, delle statunitensi J.M.Logan e Clarissa Jacobson, doppia la vittoria con le sue interpreti Mary Manofsky e Donna Pieroni, due facinorose signore addette ad una mensa scolastica che sognano di diventare le chef di Johnny Depp; premio speciale della giuria a “Belle à croquer” del parigino Axel Courtière; per l’animazione il premio è andato a “Carlotta’s face” di Valentin Riedl e Frédérick Schuld di Amburgo, mentre miglior documentario è risultato “Plàgan” dello spagnolo Koldo Almandoz. “Nikiruka, il meglio deve ancora venire” è invece il miglior film marchigiano di Simone Corallini di Osimo e Silvia Luciani di San Ginesio. Miglior lungometraggio “Ci vuole un fisico” di Alessandro Tamburini e la miglior tesi è stata quella di Giulia Lazzaretto di Pordenone.

La mostra d’arte di quest’anno, curata da Paola Gennari, visibile nella Galleria del Monte di Fano, è dedicata al cinema di Sergio Leone, di cui nel 2019 ricadono i 30 anni della scomparsa, con opere di Luca Zampetti. «L’artista, nato a Camerino e residente a Tolentino, realizza figurativi realistici, capta dei fotogrammi, immagini tratte dai film, che poi elabora con sua originalissima impronta stilistica e si distingue per la grande maestria con cui padroneggia sia il colore che i tagli prospettici».

Ma per questi 30 anni, anche l’artista fanese Emanuela Orciari ha voluto omaggiare il festival dedicandogli una sua opera. In tutte le storie che illustra c’è una parte di lei in una contaminazione tra realtà e sogno. «Ho cercato di rappresentare quello che per me erano i 30 anni del festival, lo sguardo sul cinema. Un’immagine circolare come la pizza della pellicola, ma anche un foro dove si immaginano tanti mondi».

 

 

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