Festa e sangue tour con i Camillas

Serata speciale giovedì 18 ottobre a Prima Hangart, ore 22.30, con la prima pesarese del nuovo tour de I Camillas dal titolo “Festa e sangue” nato dal nuovo disco “Discoteca Rock”. Un disco “fatto a colpi di allucinazioni, dove ogni colpo scatena canzoni”. Tutti ormai sanno che “I Camillas” sono nati a Pordenone nel 1964 come duo formato da Ruben Camillas (chitarra e canto) e Zagor Camillas (tastiera e canto), rimanendo fermi fino a che il rock’n’roll non li ha chiamati, nel 2004. Si spostano a Pesaro e partono concerti, festival, matrimoni, occupazioni, strade, centri anziani, centri sociali, centri aggregazione, teatri. Poi televisione, sigle, sonorizzazione di film, laboratori di canto, inaugurazioni e chiusure di locali. Sono arrivati a più di 100 concerti all’anno.
Nel 2015 si è aggiunto Michael Camillas alla batteria e in questo nuovo tour arriva Theodore Camillas al basso.
Uno dei produttori, Alessandro Gobbi, definisce così questo ultimissimo lavoro: “È un disco concepito nel 77, registrato nell’84, mixato nel 93 e uscito nel 2018 . Un disco per chi allena tifoserie da mondiale, un disco per chi va al mare arrabbiato, un disco da pic nic sott’acqua”.
«Credo che si riferisca al fatto che nei suoni o nel formato delle canzoni, nel mixaggio o nell’idea, può appartenere ad ognuno di questi periodi: – spiega Zagor Camillas – il ’77 per la sfrontatezza punk, l’84 per il tipo di suoni usati, il ’93 per come è stato mixato che esalta una certa irruenza tipica del grunge anni ’90 insieme alla dance elettronica. Ma è uscito nel 2018 e in realtà non è nessuna di queste cose, ma un mix di tutto ciò, condito con un approccio legato alla nostra attuale sensibilità».

Un disco senza ballate, ma da ballare: la fine di un party dove ti sei divertito troppo, in una visione dettagliata di nuove confusioni. La dichiarazione sfacciata e gloriosa della fine dell’introspezione: lo sguardo ora è fuori, e fuori è festa e sangue. «Un disco molto più ritmico rispetto ai precedenti che vuole essere ballabile anche in maniera inopportuna, per ricordare qualcosa che è ormai vintage come le discoteche rock che ora sono scomparse. – prosegue Zagor – Come poetica non è un disco introspettivo tutt’altro, guarda verso il fuori, ma attraverso allucinazioni e unendo sia la festa che il sangue. Per questo il tour si chiama Festa e Sangue, perché quando festeggi troppo puoi farti anche male. Musiche molto festose, con visioni allucinate di realtà deformata».

Ma è anche un disco che vede diverse collaborazioni di prestigio: «Collaborazioni realizzate con artisti che apprezziamo senza esitazione e che hanno caratterizzato, con il loro intervento, ogni canzone in cui sono stati accolti: l’insostituibile tastierista de Le Orme, Tony Pagliuca, che suona il minimoog su Busto; la tromba di Sibode Dj (Simone Marzocchi), che ha dato lampi, vigore e frenesia a Fresco, Sbranato, El Mito e Jazz a Misano; l’angelico vocalizzo di Valeria Sturba (Ooopopoiooo) su Motorock, ed è come se la canzone diventasse filo di seta e ricamo stellare. Mescolarsi è per noi essenziale».

Non mancano le cover «Certo, anche canzoni di altri, che per noi sono preziose: Cattolica di Pop X, stravolta e quasi affogata nelle profondità degli acquari, è l’ulteriore omaggio a Il Pacchetto di Plastica, assemblaggio magico che ha attraversato l’Italia 4 anni fa, dopo Il Postino che Calcutta ci aveva regalato nell’album precedente Tennis d’amor. Attendiamo felici Gioacchino Turù e Vanessa V. E poi Enzo Carella e la sua Il mare sopra e sotto: se non ci fosse stato lui, I Camillas sarebbero stati diversi. Ci ha fatto sentire la leggerezza ed il gioco. Ed ecco Miami Mike, The Faccions e I Camillas insieme, due gruppi incastrati di amicizia, ammirazione e batteristi».

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