Frida Neri: sonorità dal Mondo

C’è molta attesa per il nuovo, ultimo lavoro della cantante fanese Frida Neri: al suo interno musiche originali dalle differenti sonorità e musiche dal mondo reinterpretate secondo una sensibilità che si è andata affinando col tempo lungo un particolare percorso artistico. ALMA sarà presentato sabato 8 aprile, al Tiberini di San Lorenzo in Campo in una serata ricca di straordinarie presenze: Fabio Mina ai flauti e Antonio Nasone alla chitarra, Loris Ferri, Stefano Fucili, Anissa Gouzi ed Elisa Ridolfi, tutti artisti che hanno spesso collaborato con la Neri.
Il titolo stesso del nuovo album, descrive l’approccio e il tema di questo ultimo lavoro: Alma è un crogiolo di brani che esprimono i sentimenti fondamentali dell’essere umano, quei moti d’anima appunto, che trascendono lingue e paesi, unendoci pur nelle nostre differenze.

Dall’ultimo ep del 2012, qual è stato il percorso?
<In questi anni che mi dividono da quel primo Ep, è cambiato tantissimo, sia come approccio con la canzone che con la musica che con la vita ed anche con la mia vocalità. C’è stato l’incontro fatidico con le musiche dal mondo come il Fado, ma non solo, che mi ha portato a sperimentare tantissimo e a continuare a cercare sia dal punto di vista dell’approccio che dello studio della voce. Ho raggiunto nuove conquiste sia a livello tecnico che interpretativo.>

Come nasce Alma?
<E’ un disco di sintesi del percorso di questi anni. Il fatto che ci siano non solo canzoni, ma versi tratti da poesie di Loris Ferri, interpretate dalla grandissima attrice fanese Carla Fucci, una copertina che è una opera di Gesine Arts, già fa capire che è un incontro di arti che vanno ad arricchire un mondo che diventa interdisciplinare e non fondato solo sulla musica. Io interpreto sia canzoni originali che canzoni di tradizioni popolari di diversi paesi. E’ un’unione di arti che parlano attraverso tanti linguaggi.>

Quali sono le ispirazioni e le atmosfere?
<Il Portogallo, Napoli, il Salento e la Grecia, non filologicamente ma come immaginario si potrebbe definire un disco mediterraneo. Anche gli strumenti scelti sono molto particolari, insoliti per un disco di canzoni d’autore, tipo Oud (uno strumento a corde che assomiglia a una mandola ma con suoni differenti) Hackbrett (a corde percussivo) e differenti flauti dalle tradizioni cinesi e sudamericane, un vero tripudio di strumenti differenti.>

C’è anche una collaborazione importante?
<Sì, infatti. Massimo Zambo<ni ex Csi, ex Cccp, con cui faremo uno spettacolo a Bologna il 21 aprile, alla chitarra elettrica che sembra fuori posto e invece si amalgama meravigliosamente. L’altra cosa interessante è che è stato prodotto attraverso il crowfounding: non una novità, ma forse l’unica maniera per riuscire a fare qualcosa di questi tempi.>

I testi?
<Due i testi poetici che aprono e chiudono “La Marea” e “Io ero una terra” prima della canzone finale, poesia che parla della nostra terra, con un linguaggio attraverso immagini. Poi ci sono canzoni che ho composto io e due di cui ho musicato testi già esistenti, un canto gregoriano e una poesia di Pessoa. Altre sono reinterpretazioni.>

C’è anche una dedica speciale?
<In ogni album metto una citazione: questa volta ho tratto la frase di Gesù dai Rotoli del Mar Morto che dice che ciò che abbiamo dentro se lo realizziamo ci salva. Questo rappresenta il mio approccio alla musica all’arte alla filosofia: aiutare e creare le condizioni perché ognuno di noi trovi la strada per esprimere ciò che abbiamo dentro.>

Sabato la presentazione prevede una serata speciale con ospiti che provengono dalla scena musicale del nostro territorio?
<Sarà una festa con vere eccellenze di un territorio ricchissimo di persone che fanno cose bellissime. Saranno sul palco con me, ma ognuno a suo modo, con il suo stile.>

ingresso ad offerta e prenotazione consigliata. info: 3333438122 info@fridaneri.com

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