gli Animali da bar di Carrozzeria Orfeo

Occorre stare attenti con Carrozzeria Orfeo, ridere ai loro spettacoli equivale a ridere dei nostri peggiori difetti o pregi…? Appuntamento con il teatro rude, cinico e aspro di Carrozzeria Orfeo che, martedì 9 maggio (h21) al Sanzio di Urbino, propone “Animali da bar”. Come sempre, la compagnia offre il suo punto di vista sulla contemporaneità attraverso un bar abitato da personaggi strani, reietti, delusi e disperati: appoggiati al bancone troviamo gli ultimi brandelli di un occidente rabbioso e vendicativo, fatto di frustrazioni, retorica, falsa morale, psicofarmaci e decadenza, senza inutili edulcorazioni.

Chiediamo all’autore, regista e interprete Gabriele Di Luca: ancora dei personaggi al limite: ma dove sta il limite?

<Iniziamo dal bar innanzi tutto: da questo luogo interno ed esterno, crocevia di storie a cavallo tra finzione e realtà. Un Luogo dove viaggiano leggende metropolitane, favole, bugie, invenzioni: i 5 animali, di uno si sente solo la voce, come in una sorta di purgatorio, alloggiano davanti a questo bancone scambiandosi, in qualche modo, conflitti, frustrazioni, sogni, ma come in “thanks for vaselina” sono 5 perdenti. In realtà ha molto a che fare con la nostra poetica che lavora per sottrazione, i personaggi sono come tirati con un elastico, ma andando avanti quello che resta sono esseri umani.>

La vostra forza è l’energia e il comunicare senza filtri?

<E’ lo scopo del nostro modo di fare teatro quello di una restituzione affettiva della violenza, della solitudine esistenziale, attraverso storie che riescano a riguardarci emotivamente. Una forma di perdono con ironia, in grado di aprire un canale di fiducia con il pubblico, dove riusciamo a creare empatia anche con personaggi che sembrano davvero orrendi umanamente. Mettiamo, come si faceva con i bimbi, la medicina amara dentro un cucchiaino di marmellata.>

Una scrittura aspra, infame grottesca: ma alle volte fate sentire infame anche il pubblico…

<Vi facciamo sentire infami perché voi siete infami, quando uno ride lo fa anche per la sua infamità… >

C’è ancora spazio per le illusioni?

<Direi che c’è solo spazio per quelle, nel senso che altrimenti ci troviamo continuamente di fronte alla mancanza delle cose: la capacità di dare un senso a queste cose è un po’ la nostra forma di lotta, altrimenti, lucidamente, se ci guardiamo intorno quando ci alziamo ogni mattina, si potrebbe anche impazzire.>

Che cosa potrebbe capitarci di peggio?

<Non vediamo solo il peggio, quello che facciamo è cercare di raccontare anche il meglio, anche se in un modo strano e grottesco. I nostri personaggi alla fine ritrovano la loro umanità, nel bene o nel male.>

State scrivendo un nuovo lavoro ora?

<Sì, dal realismo grottesco al realismo magico: il tema è quello dell’impoverimento della società, sia a livello sociale e culturale che a livello economico. Nel prossimo spettacolo ci saranno italiani e stranieri che convivono all’interno di un campo situato dietro a un cimitero.>

La vostra è una drammaturgia contemporanea di grande impatto, con parole “forti” avete mai avuto problemi?

<E’ un teatro di ricerca di un nuovi linguaggi, nuovi temi, ma in fondo l’impianto è quello del “classico” teatro di parola, molto spesso in 3 atti. Per le “parole forti” alla fine dello spettacolo mai, nel senso che se lo spettatore riesce a capire il gioco che abbiamo innestato, dove il linguaggio è solo un medium per rappresentare la realtà, non ci sono problemi.>

La regia dello spettacolo è di Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti. In scena ci sono gli attori Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi con la voce fuori campo di Alessandro Haber. Le musiche originali sono di Massimiliano Setti, la progettazione scene di Maria Spazzi, i costumi di Erika Carretta e le luci di Giovanni Berti. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana 2015 e Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi.

Info: Teatro Sanzio 0722 2281, online su www.vivaticket.it.

da Sonar –  Corriere Adriatico

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