Guardare al futuro: Armocida e la Mostra del Nuovo Cinema

Come sempre ricca di eventi, la Mostra, diretta da Pedro Armocida, ha proposto quest’anno l’omaggio a Roberto Rossellini, a 40 anni dalla sua scomparsa, parallelamente all’omaggio al grande cineasta francese Nicolas Rey. In concorso otto opere (prime o seconde) provenienti da tutto il mondo, spesso lontane dai classici stilemi tipicamente “da festival”. Da tre anni, Armocida dirige la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, che ha saputo integrarsi con la città e con i suoi spazi più significativi (Palazzo Gradari, Teatro Sperimentale, Piazza del popolo, Centro Arti Visive Pescheria, ecc.). Una programmazione che guarda al futuro senza dimenticare il passato, come testimonia l’omaggio a Roberto Rossellini, accanto alla giovane programmazione della sezione Satellite. Da quest’anno gli uffici di Roma della Mostra si sono trasferiti a Pesaro, a conferma di una continuità che è orgoglio di una città intera.

Ne parliamo proprio con Armocida, per un bilancio di questa 53° edizione. Per la sua direzione ha affermato di partire dalla tradizione per affacciarsi sul futuro:

<L’idea è questa anche perché bisogna sempre relazionarsi con la manifestazione con cui si ha a che fare: la mostra negli anni, ha prodotto la linea culturale che alla base della sua identificazione. Il passato esiste, ci sono dei padri fondatori e storie raccontate in tutti questi anni che si legano all’oggi. Se chi ha curato le “schegge” di Rossellini ha un tatuaggio con il suo nome sul braccio, vuole dire che questo regista è ancora nel presente! Con Satellite poi cerchiamo di segnalare anche le novità e non è un caso che un film presentato l’anno scorso in quella sezione abbia vinto il concorso di quest’anno, con una giuria di cineasti prestigiosi. “The first shot” di Yan Cheng e Federico Francioni è significativo per il fatto che due studenti del centro sperimentale di cinematografia portano avanti un discorso sul cinema che è quello della mostra.>

Cosa è cambiato, cosa ancora vorrebbe cambiare, dopo 3 anni di direzione?

<Un festival si fa con le idee, ma anche con gli spazi e in questi ultimi 3 anni abbiamo avuto la fortuna di avere a disposizione il Centro Arti Visive Pescheria, parte fondamentale del programma, luogo ideale e politico dove si dibatte di cinema come non è mai stato fatto negli ultimi anni. Mostre, installazioni, performance e incontri, oltre al momento conviviale che aiuta a fare crescere amicizie e collaborazioni, dove nascono amicizie come quella tra il regista spagnolo e la regista israeliana. Continueremo a lavorare in questo senso, cercando di non sovrapporre eventi e allargando così i luoghi di fruizione.>

Interessante anche la pubblicazione di quest’anno che parla degli attori di cinema, forse trascurati dalla critica ancora impegnata a valutare la regia e le immagini prima di tutto?

<L’idea era proprio di non fare il classico volume monografico, ma di raccontare il cinema italiano in maniera diversa. Non ci sono studi su questo argomento ma attraverso questo aspetto, magari apparentemente più superficiale, si può raccontare il cinema italiano contemporaneo in maniera più precisa.>

Successo anche per Satellite e Critofilm, approfondimenti unici sul cinema e la sua storia?

<Non ho trovato in altri festival italiani l’attenzione ad un certo tipo di cinema: anche se realizzati in una sala piccola, vederla sempre piena è una soddisfazione e nel catalogo della mostra hanno ampio spazio.>

Ci sono già idee per la prossima?

<Il comitato scientifico si riunisce a luglio, sia per confrontarsi su quella appena passata che per lanciare le idee sulla prossima. Critofilm ha esaurito le sue risorse e probabilmente sarà sostituito da un altro approfondimento, magari legato proprio all’attenzione verso gli attori.>

Lo spostamento degli uffici da Roma a Pesaro garantirà una continuità anche durante il periodo invernale?

<Spero proprio di sì: è fondamentale per costruire questo discorso di continuità. Lo spazio permetterà di istituire sia momenti di incontro che di visione e ci stiamo lavorando.>

da Sonar-Corriere Adriatico del 28 giugno 2017

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