I pittori sono gli unici uomini che rendono visibili i pensieri

Lasciarsi trasportare al di là della superficiale percezione, per farsi attraversare dall’emozione. “Vincent Van Gogh – L’odore assordante del bianco”, incatena e coinvolge, smuove un’empatia assoluta verso la disperazione di un grande artista, rinchiuso in uno spazio bianco, totale antitesi di una vita fatta di colori.
Uno spazio bianco che svela sullo sfondo, in rilievo, i tratti somatici di Campo di grano con corvi. Un bianco assordante, asettico, circonda Van Gogh nel periodo di detenzione nel manicomio Saint-Paul de Mausole.
Il testo di Stefano Massini percorre il confine labile tra pazzia e consapevolezza, tra reale e visionarietà. Alessandro Preziosi incarna con profonda empatia la disperazione dell’artista: la vive nel corpo e nella voce, nello sguardo e nel cuore per restituire tutta la desolazione, lo sconforto, il desiderio di fuggire all’immutabilità del tempo così come all’assenza di colore alla quale è costretto.
La scena, claustrofobica e opprimente, disegna con maestria ancor più pesantemente lo stato fisico e mentale del pittore: e ancora il tema del confine, tra reale e illusione si fa corpo nelle figure che dialogano con Vincent/Preziosi. Un gioco perverso: “dammi la prova che sei reale” implora l’artista all’immagine (?) del fratello Theo.
Preziosi è magnetico, coinvolgente: trema e vive, anima e corpo, il disagio di Van Gogh, nella devastante neutralità del bianco, vittima cosciente del precario equilibrio tra la realtà e il suo esatto opposto.
Il pittore dei girasoli è in preda alle allucinazioni, ma, più tardi dipingerà, in quell’isolamento, alcuni dei suoi più significativi capolavori.
La sua vita è in perenne cortocircuito con la realtà, nella difficoltà di accettarla per riprodurla così come è.

Le parole di Massini attraversano quel momento, come gli occhi dell’artista sono attraversati dai colori del mondo, e lo restituiscono sulla punta di un pennello invisibile, che tocca il cuore. “I pittori sono gli unici uomini che rendono visibili i pensieri”.

Applausi calorosi al Rossini di Pesaro.

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