i “sei” personaggi di Scimone Sframeli

Attesa anteprima nazionale, sabato 10 novembre (h21) al Comunale di Cagli, della compagnia siciliana Scimone-Sframeli che propone il suo ultimo lavoro “Sei”, un adattamento del capolavoro pirandelliano “Sei personaggi in cerca d’autore”. Spiro Scimone è uno dei più interessanti autori della nuova drammaturgia italiana, Francesco Sframeli cura la regia degli spettacoli: insieme sono in scena dal 1994, in un percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi che li porta ad indagare sul quotidiano con schiettezza e profonda poesia.

Lo spettacolo, che ha visto la compagnia confrontarsi per la prima volta con la scrittura e la lingua dell’autore siciliano, è stato completamente allestito a Cagli, in una residenza di circa tre settimane tra maggio e giugno, per il debutto al Napoli Teatro Festival. In questi giorni la compagnia è tornata a Cagli per preparare la lunga tournée invernale e regalare al pubblico l’anteprima.
«Un’esperienza indimenticabile, sia a maggio che ora. Un teatro meraviglioso e tanta serenità per lavorare: siamo stati benissimo!» racconta Spiro Scimone.

L’INCONTRO CON PIRANDELLO
L’incontro con Pirandello è stata una vera e propria necessità per la compagnia siciliana, che ha unito i due linguaggi in una unica simbiosi scenica: «Questo testo è molto vicino al nostro teatro e volevamo che diventasse un tutt’uno, miscelasse totalmente il nostro lavoro con quello del grande maestro – prosegue Scimone – Inoltre c’è stato un grande lavoro drammaturgico di riscrittura, adattamento, cambiamento di scene, invenzioni, soprattutto nella prima parte, ma anche all’interno dei dialoghi. È stato fatto un lavoro sul ritmo e sull’uso di certe parole che abbiamo voluto avvicinare alla nostra contemporaneità». Pirandello c’è e c’è anche un grande rispetto per lui, ma, allo stesso tempo, emerge potente lo stile “Scimone-Sframeli”: «L’insieme dei due linguaggi si fonde in un linguaggio unico, quello teatrale». La vita è teatro e il teatro è vita: «Lo dice Pirandello e lo confermiamo: soprattutto riguardo al lavoro che abbiamo fatto nella fase di messinscena. È la continua verità dei rapporti quello che è importante: la vita è rapporto, l’autenticità dei rapporti è la magia del teatro che fa parte della nostra idea di teatro. Un teatro magico, dove attraverso la finzione raggiungi l’autenticità».

L’ATTORE, L’AUTORE, IL PERSONAGGIO, IL TEATRO
Vivere la scena da autori e attori è la caratteristica principale della compagnia siciliana, ma in questo testo c’è proprio l’essenza di tutto ciò: «I sei personaggi sono attori perché vengono interpretati e gli attori della commedia sono personaggi perché anche loro interpretano. È un gioco continuo: il personaggio cerca il corpo dell’attore per vivere e l’attore è felice di vivere in scena attraverso il suo personaggio. Sono spesso finti i rapporti nella vita e invece autentici quelli della finzione del teatro». Vivere in scena non è solo il desiderio dei personaggi, è anche il sogno degli attori: «Occorrerebbe iniziare a dimostrare che c’è verità in questo meccanismo di finzione: succede quando il teatro fa andare oltre, entrando in un mondo magico e fantastico. Il teatro educa all’ascolto, al rapportarsi con gli altri: per questo frequentare il teatro non fa solo bene al teatro stesso, ma anche a chi ci va».

info botteghino teatro 0721 781341 – e mail: botteghino.teatrodicagli@gmail.com

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *