Iacchetti…confidenziale

La carriera di un attore comico non nasce per caso e, a volte, il successo arriva dopo anni di sacrifici: Enzo Iacchetti in “Intervista confidenziale” si racconta, in compagnia di Giorgio Centamore, in un viaggio all’indietro che tocca anche sua vita privata, per svelare, in chiave comica e amara, i “segreti” di un personaggio pubblico. Un percorso leggero e appassionante tra aneddoti, gag, canzoni, racconti di debutti e di provini. Un dialogo a due che partirà dalla “gavetta” di Iacchetti per raccontate i primi spettacoli nei club e i provini televisivi.

Lo spettacolo, è previsto nella piazza Matteotti a Cagli (in caso di pioggia ci si sposterà al Teatro Comunale) sabato 23 alle ore 21.

Come nasce uno spettacolo così…confidenziale?

<Per la verità è nato in modo sorprendente, a seguito di una lezione tenuta agli studenti della Cattolica di Milano, su invito del rettore. Ero perplesso all’inizio, ma il rettore mi disse di essere semplicemente me stesso, raccontando la mia carriera, gli alti e bassi e il successo arrivato così avanti negli anni. Tante le domande degli studenti per una “lezione” che hanno ritenuto bellissima. Così, a casa, ho cercato di ricordarmi le domande che mi hanno fatto per affidarle ad un giornalista che mi intervista sul palco. E sono tutte cose vere! E’ la storia di un ragazzo che voleva volare in alto ma che soffriva di vertigini.>

Il suo è un successo arrivato non senza sacrifici: rifarebbe tutto?

<Forse dovevo andare via dal paesino qualche anno prima: abitavo a Luino, sul lago maggiore, patria anche di Boldi, Salvi, Pozzetto… Gli altri sono andati via prima, ma io ero pigro e quindi sono venuto tardi a Milano. Il mio primo provino fu al Verdi nel ’79, prima di arrivare al successo al Costanzo Show nel ’90.>

Cosa dire ai giovani?

<In realtà sono un esempio anche per i meno giovani, un’icona per quelli che ancora non ce l’hanno fatta e possono sperare. Si può arrivare al successo anche a 60 anni, purché con idee chiare, talento e un po’ di fortuna, con il coraggio di non mollare mai. Ho fatto una gavetta mortificante: suonavo nelle pizzerie e mi lanciavano i pezzi di pizza, io me li portavo a casa e li mangiavo…ma ho tenuto duro!>

Quali i passaggi salienti della sua carriera?

<Costanzo era micidiale per i comici: 4 puntate di fila e la tua vita cambiava. A quei tempi era molto seguito anche dagli addetti ai lavori e nel 94 mi prese Ricci affiancandomi a Greggio. Lunedì debuttiamo per il 30ennale di striscia e per me sono 24 anni.>

Teatro e Tv: scelte obbligate o no?

<La tv è obbligatoria, un tempo no, dovevi andare a vedere l’avanspettacolo per vedere i grandi comici, poi la tv ti sceglieva. Ora tutti vogliono fare gli artisti, ma nessuno gli dice che non è così semplice rimanere in Tv. Per arrivare al teatro ho dovuto fare televisione: ero partito dal teatro, ma non veniva nessuno!>

L’aneddoto più significativo?

<Quando ho firmato il contratto di Striscia: il primo per una settimana, poi per un mese perché nessuno si fidava. Poi per 1 anno e poi per 24 anni: il rapporto è una conseguenza che ti fa capire che hai avuto stima e successo.>

Quello più divertente?

<Quando mi tiravano le pizze. Un signore aveva ritagliato il crostone intero, e me lo ha tirato come un fresbee centrandomi la testa: a quel punto lì c’è stato l’unico applauso dello spettacolo. Ora ci rido, ma allora…>

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