Il fu Mattia Pascal alla Regina di Cattolica

Una trama che ognuno di noi conosce, studiata nei banchi di scuola rivive questa sera nelle assi del palcoscenico di Cattolica dove alle ore 21.15, al  Teatro della Regina, andrà in scena “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello interpretato dal bravissimo Daniele Pecci, per la regia di Guglielmo Ferro. Lo spettacolo,  una produzione di Arca Azzurra Teatro, La Contrada – Teatro stabile di Trieste e Abc Produzioni, vede in scena insieme al protagonista anche  Rosario Coppolino, Maria Rosaria Carli, Giovanni Maria Briganti, Adriano Giraldi, Diana Höbel, Marzia Postogna e Vincenzo Volo. 

Daniele Pecci è uno degli attori  italiani più amati e noti degli ultimi anni: la sua passione per la recitazione esplode a 16 anni. Dopo il diploma, inizia la scuola di teatro ed esordisce come attore nel 1990. Debutta in televisione con la miniserie “Deserto di fuoco”, ma il grande successo arriva nel 2000 con “Il bello delle donne”, cui seguiranno tante altre serie di successo:  La popolarità di Pecci aumenta negli ultimi anni anche grazie alle fiction Rai “Orgoglio” e “L’ultimo padrino”. Ma, nonostante la tv, Pecci non ha mai dimenticato il teatro, il suo primo amore. Molteplici le rappresentazioni di cui è stato protagonista, tra cui Medeadiretta da Gabriele Lavia, Kramer contro Kramer per la regia di Patrick Rossi Gastaldi, Scene da un Matrimonio con Federica De Martino per la regia di Alessandro D’Alatri, Edipo Re per la regia di Daniele Salvo e, ultima pièce andata in scena con ottime risposte di critica e di pubblico l’Enrico V di Shakespeare di cui firma anche adattamento e regia. Laureato in Storia del teatro inglese, oltre ad aver tradotto e adattato Enrico V, firma anche la traduzione di un’edizione dell’Amleto, diretta da Filippo Gili.

LO SPETTACOLO

Scrive il regista nelle note: “La decomposizione della morte nella vita. La semplicità che serve la complessità è la scelta estetica e registica della messinscena del romanzo di Pirandello, così come per i tanti testi pirandelliani già realizzati. È la stessa lingua che lo impone. È la complessità filosofica che lo esige. È il profondo sentire che ritrovo in Pirandello ad avermi sempre consentito di esprimere le geometrie e i ritmi serrati che sono alla base del mio concetto di regia. L’adozione di una recitazione lineare, l’essenzialità del messaggio drammaturgico in questo Il Fu Mattia Pascal servono a ripartire i tre personaggi, i tre punti di vista delle diverse vicende. È uno stare in equilibrio di Mattia sulla scena. I portali del baratro sono sempre in azione. Si aprono e si chiudono su ricordi, incubi, amori, malumori, famiglie, donne, città. Un’acrobazia della coscienza sull’incoscienza, della Morte sulla vita. Ed è in questi azzardi di Mattia che cadono gli altri personaggi: tutti traditi e traditori. Vittime e carnefici impastati. E allora Mattia è un codardo o è un eroe negativo? È Mattia Pascal e si tiene in bilico… con il rischio di cadere sempre giù.”

LA TRAMA

Mattia Pascal vive in un immaginario paese della Liguria. Il padre gli ha lasciato una discreta eredità, che presto va in fumo a causa dei maneggi dell’amministratore, Batta Malagna. Per vendicarsi, Mattia ne compromette la nipote, che poi è costretto a sposare, ritrovandosi anche a convivere con la suocera, che lo disprezza. La vita familiare è un inferno, umiliante l’impiego. Mattia decide di fuggire per tentare una vita diversa. A Montecarlo vince un’enorme somma di denaro e legge per caso su un giornale della sua presunta morte. Ha finalmente la possibilità di cambiare vita. Col nome di Adriano Meis comincia a viaggiare, poi si stabilisce a Roma come pensionante in casa del signor Paleari. S’innamora della figlia di lui, Adriana, e vorrebbe proteggerla dalle mire del losco cognato Terenzio. Ma si accorge che la nuova identità fittizia non gli consente di sposarsi, né di denunciare Terenzio, perché Adriano Meis per l’anagrafe non esiste. Architetta allora un finto suicidio per poter riprendere la vera identità. Tornato a Miragno dopo due anni nessuno lo riconosce e la moglie è ormai risposata e con una bambina. Non gli resta che chiudersi in biblioteca a scrivere la sua storia e portare ogni tanto dei fiori sulla tomba del Fu Mattia Pascal.

Per informazioni contattare il numero 0541/966778 o il numero 0541/966636 attivo negli orari di biglietteria. Per ulteriori informazioni: www.teatrodellaregina.it    facebook.com/teatrodellaregina

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