Il rovescio…di Marta Bevilacqua

Prosegue il percorso che affianca HangartFest al lavoro di un coreografo: dopo “Concetti sfumati ai bordi”, il progetto triennale tra il festival e Marta Bevilacqua di Arearea, propone quest’anno “Il Rovescio”, in prima assoluta, venerdì 4 ottobre alle 21, alla Chiesa della Maddalena. Il nuovo progetto della Bevilacqua affronta, ancora una volta, il caro tema del doppio, rivolto alle sorti della cultura contemporanea e della convivenza sociale: i 4 performer in scena, si misurano, con parole che oggi paiono vuote, come potere, libertà, temperanza e diritto, in una quotidiana lotta alla superficialità.

Marta, questa è la seconda produzione per Hangartfest in un percorso triennale: una grande opportunità?

«Sì: mi dà la continuità creativa che è ciò che decisamente manca in questo settore, ma non solo in termini utilitaristici, perché è importante, in questa fase della mia creazione, per fare il punto anche sulle mie urgenze comunicative. Non sono più ormai una giovane coreografa, ma un’autrice e mi piace poter “manipolare” il mio linguaggio, oggi più di prima. con maturità. Questo lavoro, in particolare, è una sorta di “manifesto”, qualcosa che sono felice di essere riuscita a dire con maggiore convinzione, dato anche dal fatto che io non sono in scena».

Un segno forte dei suoi spettacoli è la grande sensibilità verso uno sguardo capace di abbinare concetto e realtà, in modo esplicito e comprensibile…

«Questo è un punto su cui mi arrovello da tempo: in questo particolare momento storico, ho sentito l’urgenza di prendere posizione rispetto alla politica e alle logiche commerciali dell’arte dal vivo. Il Rovescio ha questo affondo nel presente, nel sociale e nel politico, anche se filosofico, che ci riguarda tutti. Personalmente mi sento io per prima il rovescio della medaglia…».

Ancora un tema doppio: il rovescio come azione e situazione?

«Esatto, un doppio che in Concetti è stato vissuto in maniera più psicologica, mentre in questo caso è rivolto più al sociale».

Uno spettacolo contro la superficialità di mercificazione dei linguaggi dell’arte e di un possibile riscatto

«È necessario un ricatto e avviene sempre attraverso l’aggancio con il pubblico».

E come si può rovesciare l’ordine prestabilito, invertire la tendenza?

«Secondo me pensando, ragionando: la riqualificazione del pensiero ha le radici nella persona, la sua messa al centro. Se riusciamo a rovesciare il sistema pensando, ci rendiamo conto che solo alla fine arriviamo al diritto. Il rovescio, per analogia, arriva al diritto, anche in senso di diritto civile».

Anche la musica è parte importante dei suoi spettacoli?

«Quest’anno ci accompagna un grande classico della cultura trasgressiva: The dark side of the moon dei Pink Floyd sarà sullo sfondo della nostra azione scenica, anche perché è, in fondo, un altro “rovescio”, al di là della luna e di ciò che si vede».

Idee sul prossimo anno?

«Ho già in mente qualcosa per chiudere questa trilogia, ma non lo svelo, ancora».

Il Rovescio vede in scena: Alejandro Bonn, Angelica Margherita, Gioia Martinelli, Carolina Alessandra Valentini.

DOMENICA 6 OTTOBRE ULTIMO APPUNTAMENTO

Domenica 6 ottobre, h18, sempre alla Chiesa della Maddalena, la piattaforma “Young Up!” dedicata alla creatività e in particolare a giovani under 25 che aspirano a diventare coreografi, chiuderà il festival. Guest della serata Melissa Ugolini che porta in scena, insieme al violoncellista Jacopo Mariotti, Shut your eye. I biglietti degli spettacoli sono acquistabili online sul sito di liveticket.it o presso il botteghino del Festival. Maggiori informazioni sul sito del festival www.hangartfest.it

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *