Kalimàt: un canto che unisce i popoli

Cinque voci, una viola da gamba, percussioni e incursioni di liuto, flauto, prosa e poesia, che si spanderanno nelle imponenti arcate della Chiesa della Maddalena a Pesaro, sabato 2 giugno alle ore 21.

Kalimàt è un ensemble composto da cinque donne: Frida Neri, Anissa Gouizi, Elisabetta Del Ferro, Alessandra Ravizza e Giulia Bellucci. Quattro musiciste e un’attrice: viaggiatrici che portano sul palcoscenico canti ancestrali e condivisi così come liriche e melodie di grandi nomi della musica del nostro tempo. «Terre, canti e storie: non è solo uno spettacolo, ma una narrazione, un’esperienza. – racconta Frida Neri – Il progetto racconta autori di differenti provenienze, lingue e sonorità, tutti accomunati dal rappresentare la diretta espressione di un legame profondo con la propria terra. Arabo, portoghese, berbero, genovese e ladino risuonano nelle liriche di Idir, Zeca Afonso, Fairouz, Hedi Jouini, Cheikh El Efrit, Saliha, Muinasci e Cappello così come nella musica antica del repertorio giudeo-spagnolo, abbracciando un’area geografica che unisce Algeria, Portogallo, Spagna, Tunisia, Italia e Libano.»

Una scelta non casuale: tutte le artiste dell’ensemble sono a loro volta autrici e compositrici caratterizzate similmente da forti legami con le musiche popolari. Un progetto raro e di rara bellezza che vuole tenere insieme la forza delle musiche tradizionali ed anonime, all’intuito singolare di autori che di questa stessa forza sono figli.

«Tutto è nato da collaborazioni precedenti – prosegue la Neri – con Anissa ed Elisabetta eravamo reduci dal progetto delle Esperidi di quest’inverno. Lì è nato il desiderio di creare questo ensemble femminile, non tanto pensando all’ideologia, ma per un insieme di energie. Quando sono stata finalista al Premio Andrea Parodi ho conosciuto Alessandra Ravizza con cui è nata immediatamente la complicità.»

Un progetto che nasce da sintonie, sia dal punto di vista musicale che personale, per un viaggio tra musiche cantautorali e tradizionali: «Ognuna di noi ha una sua carriera e una storia individuale – specifica Frida – con anche esperienze di composizione e questa nostra ambivalenza ci permette di fare un viaggio con un piede nel personalismo ed un piede nella tradizione.»

L’inserimento della genovese Alessandra Ravizza permetterà a questo nuovo ensemble una circuitazione anche fuori dal contesto marchigiano: «Quella di stasera è una data 0, un’anteprima, ma ci piacerebbe molto abbracciare un’area più estesa e lo proporremo a diversi festival di world music.»

Lo spettacolo è infatti giocato tutto sui timbri vocali e sulle armonizzazioni: è tutto in acustico per un’esperienza emotiva ed emozionale: «Nonostante le lingue saranno spesso incomprensibili, crediamo che gli “affetti” arriveranno molto chiaramente. – chiosa la Neri – L’unica cosa linguisticamente intellegibile sarà un brano di Pasolini, interpretato da Giulia Bellucci. Tutto sarà comunque interconnesso tra musica, canto e teatro: un’esperienza olistica per gli spettatori.»

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