Karima: la musica nelle vene

Ritorna la grande musica, nell’ambito del Cartoceto Dop Il Festival, al Teatro del Trionfo. Due gli appuntamenti da non perdere: il primo è previsto domenica 3 novembre alle 18.30 con la splendida voce di Karima accompagnata al piano dal M° Piero Frassi, in un viaggio tra jazz, soul e r’n’b di grande atmosfera; domenica 10, sul palco salirà la raffinata cantautrice Cristina Donà con il suo fidatissimo Saverio Lanza e la partecipazione straordinaria della Corale Nostra Signora di Fatima di Rimini alle prese con “Canzoni in controluce”. Il concerto approda a Cartoceto dopo solo due tappe, quella al Chiostro di Santa Croce a Firenze e quella al teatro di Longiano.
Karima Ammar che ha nelle vene sangue algerino da parte di padre, ma nell’animo è toscana come la mamma, è, oggi ,sempre più vicina al mondo del jazz e alle grandi collaborazioni internazionali: da Mario Biondi a Burt Bacharach, passando per Whitney Houston e John Legend,
La passione per il canto è nata prestissimo ed oggi la sua voce è una delle più interessanti del panorama italiano.

È nata prima la passione per il canto o quella per la musica?

<<Sono nate insieme, sono praticamente cresciuta a pane e musica! La prima volta che sono entrata in uno studio di registrazione avevo appena 6 anni, ma già da quando ne avevo 3 ero il jukebox della mia famiglia: ho ancora le cassette di allora! Alle elementari fu la mia maestra di musica a volermi fare incidere una canzone di cui aveva scritto lei la musica. Ma la mia scuola è stata ascoltare tantissima musica. Mentre le mie amiche, con la paghetta, si compravano i vestiti, io compravo i dischi e li ascoltavo tante e tante volte>>.

La sua fonte di ispirazione?

Whitney Houston è stata la mia vera “insegnante di musica”, la ascoltavo giornate intere e cantavo con lei, così come con Stevie Wonder, ma non mi vergogno a dire che ascoltavo anche altri tipi di band come i Take That, Becktreet Boys e le Spice Girls>>.

Come entrano nella sua musica le sue radici algerine e toscane?

<<Entrano semplicemente per il colore della musica e il sound, non ho fatto ricerche particolari per portare l’Algeria nella mia musica: essendo stata quasi abbandonata da papà, ho rinnegato la mia origine. Ora le cose sono cambiate, ho ripreso i contatti con lui, chiarito il possibile e ci viviamo il presente. Il mio fraseggio black è più simile a quello americano infatti, semmai è la mia fisicità a fare la differenza: la musica si canta con tutto il corpo ed essendo identica a mio padre, la mia cassa toracica crea i risonatori per la mia voce, quella è la mia Algeria, il racconto della mia vita>>.

Da una trasmissione popolare come Amici al Jazz: qual è il percorso?

<<Sono tornata da dove sono partita. In realtà sono partita dal gospel, sono andata verso il musical e a 16 anni ho scoperto il jazz. Solo successivamente sono andata ad Amici, ma solo per farmi conoscere e subito dopo sono stata fedele a quello che avevo scelto. Ho tentato anche la via nel pop, ma, in cuor mio, non era la mia strada>>.

Quale il programma che ha pensato per Cartoceto?

<<Il titolo del concerto è “Essenza” perché in un mondo così di corsa, e veloce, dove per essere per forza originali dobbiamo fare cose eclatanti, a me viene da fare la cosa inversa: mostrarmi per quello che sono, senza filtri. Ci sarà una selezione di brani che hanno fatto la mia crescita, artistica ed umana: venite a scoprirli>>.

È mai stata nelle Marche?

<<Ho fatto un concerto tanti anni fa a Porto Recanati, con la Colors Jazz Orchestra e nelle Marche abita una mia carissima amica ad Ancona. È una terra che ho vissuto poco e sono curiosa>>.

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