La Banda Grossi: eroi o banditi?

E’ sempre emozionante parlare di un film interamente girato sul territorio che racconta le controverse avventure di una banda di fuorilegge: ora, finalmente, “La Banda Grossi Una storia vera quasi dimenticata”, sta per uscire ufficialmente in tutte le sale italiane (il 20 settembre) e sabato 15 settembre verrà proiettato in anteprima assoluta al cinema Ducale di Urbino alla presenza di oltre 400 invitati, inclusi esponenti del mondo del cinema, del Ministero e della Regione, così come attori, sindaci del nostro territorio e tanti altri illustri ospiti. Il momento storico in cui la Banda di Terenzio Grossi opera è quello in cui la provincia di Pesaro e Urbino passa dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia: un’operazione che incontra non solo, come è ovvio, l’opposizione del clero, ma anche l’avversione dei ceti contadini, ostili alla leva militare obbligatoria, che toglie braccia preziose al lavoro dei campi, così come all’imposizione di nuove tasse. È in questa situazione di malcontento popolare che si inserisce il brigantaggio, tanto che diviene un obiettivo prioritario del governo debellarne con particolare durezza ogni manifestazione. In questo contesto Terenzio Grossi, un capobanda fiero e irriverente, ebbe il coraggio di alzare la testa in un momento in cui tutti tacevano, insieme alla sua “compagnia” di briganti, attivi nella provincia fra 1860 e 1962. Criminali per qualcuno, benefattori per altri, la storia della Banda Grossi costituisce un soggetto molto affascinante, tra il poema epico, il romanzo d’avventura e il western con aspetti legati al Romanticismo. Il film è un’opera audace: non un documentario, ma un vero racconto che descrive l’inizio della latitanza, il viaggio e il coraggio di questi uomini destinati a cambiare la storia e, soprattutto, con ricadute di grande attualità nel descrivere le disparità della società in cui viviamo.

Da “Buca Ferrara” a “Ca’ Labalia”, frazioni di Vallefoglia, passando i monti Catria, Pietralata e Nerone, la Gola del Furlo, i comuni di Urbino, Apecchio, Fermignano, Petriano, Gallo di Petriano, Acqualagna, Urbania, Sant’Angelo in Vado, Borgo Pace, Isola del Piano, Cagli, Fossombrone, Frontone, le riprese del film, diretto da Claudio Ripalti e prodotto da Enrico Ripalti di Cinestudio di Fermignano, hanno toccato il cuore della nostra provincia rinvigorendo i ricordi di una leggenda che ancora viene raccontata dai nostri nonni.

«Un progetto che ci ha affascinato fin dall’inizio – ha sottolineato il presidente della Provincia Daniele Tagliolini– perché parla del nostro territorio e può diventare elemento strategico anche per altre opportunità. In collaborazione con i sindaci, abbiamo messo a disposizione spazi e location».

«Sono contento di aver riunito tante forze, mi ritengo fortunato sia per aver avuto un’idea interessante che per aver trovato persone interessate a questa storia. – commenta il regista – Il film, che ha una narrazione epico cavalleresca, è già sottotitolato in inglese ed è pronto per i circuiti internazionali».

Il film è stato riconosciuto di interesse storico e culturale dal MIBAC (Ministero dei beni culturali) che ha contribuito alla realizzazione con 50mila euro. «Un grazie per il contributo va anche alla Regione Marche e alla Fondazione Marche Cultura/Marche Film Commission – afferma il produttore – così come a tutti coloro che hanno partecipato al crowdfunding che ci ha consentito di coprire, con 72mila euro raccolti in 30 giorni, quasi un terzo del budget complessivo di produzione del film».

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