La battaglia del Metauro in chiave storico-fantasy

Sarà Alessandro Forlani a raccontare in chiave storico-fantasy la Battaglia del Metauro: lo scrittore pesarese è stato scelto da Watson Edizioni (Roma) come uno dei protagonisti dell’antologia sword & sorcery ispirata all’antica Roma, che uscirà a tarda primavera. ma non finisce qui, Forlani rappresenterà le Marche anche per un’antologia di racconti fantastici sul folklore regionale: 20 regioni italiane, 20 autori, 20 racconti, a cui parteciperà con un racconto, ambientato alle pendici dei monti sibillini, sui mazzamurelli, malevoli folletti della tradizione marchigiana.

Docente di sceneggiatura e scrittura creativa presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e istituti privati, Forlani ha vinto il Premio Urania 2011 e il Premio Kipple 2012 con il romanzo I Senza-Tempo e il Premio Urania – Stella Doppia 2013 con il racconto Materia Prima, pubblica per Delos Digital, Ailus e Watson. Fra i suoi titoli principali: Eleanor Cole delle Galassie Orientali; Clara Horbiger e l’Invasione dei Seleniti; Il Mondo nel Tramonto e Arabrab di Anubi. I suoi prontuari di scrittura creativa Com’è facile scrivere difficile; Com’è facile diventare un eroe e Com’è facile vivere in Atlantide sono ormai dal 2014 fra i più venduti su Amazon. Ha creato con Lorenzo Davia il progetto di scrittura condivisa “Crypt Marauder Chronicles”: un’ambientazione sword & sorcery cui hanno aderito molti autori italiani.

Come imposterà il racconto fantasy della battaglia del Metauro?

<Il racconto è incentrato sul prologo dello scontro: l'”impossibile” marcia di circa 60 km al giorno del Console Gaio Claudio e dei suoi 7000 soldati per raggiungere la guarnigione di Marco Livio a Senigallia e affrontare insieme le forze di Asdrubale. L’ipotesi fantasy è che l’esercito romano sia riuscito nell’impresa grazie a un sinistro incantesimo.>

Molti comuni dell’entroterra fanese si contendono il luogo esatto della battaglia, quale sarà il suo punto di riferimento?

<Penso di ambientare la battaglia nei pressi di Serrungarina, Fosso Sant’Angelo e Monte Rosario: sto ancora confrontando i testi, e approfitto della consulenza storico-militare di un amico rievocatore del gruppo Teuta Senones, Alessandro Allegrucci.>

Fantasy e fantascienza, esistono labili confini?

<Amo molto mischiare i generi: scrivo steampunk a tinte horror o fantascienza con elementi fantasy, per esempio. Per altri autori e soprattutto lettori, tuttavia, i confini sono molto rigorosi.>

Per l’antologia sul folklore regionale racconterà di folletti dei Sibillini, come si è documentato su questo?

<C’è un’infinita letteratura sul folklore regionale. Se devo scrivere di questi temi di solito faccio riferimento a un saggio di Dario Spada pubblicato anni fa, e da lì approfondisco le ricerche. Ove possibile, anche un’escursione sul posto per percepire e poi restituire al lettore certe atmosfere è molto utile.>

In molti storcono il naso parlando di letteratura di genere, ma in realtà è un modo con cui si può raccontare anche il presente?

<Credo che la letteratura di genere abbia esattamente questo scopo.>

C’è un nuovo movimento letterario che rilancia il genere heroic fantasy?

<Ci sono attualmente in Italia molti nuovi, validi e interessati autori, editori e illustratori decisi a dare nuovo vigore e diffusione allo sword & sorcery. Grande merito va a organizzatori quali Alessandro Iascy e Francesco La Manno. Costoro si sono prefissi dei precisi obiettivi artistici e editoriali e in alcuni casi si sono espressi con veri e propri “manifesti” (penso per esempio a una gloriosa rivista di recente tornata sugli scaffali, “Dimensione Cosmica”; al picaresco gruppo “Ignoranza Eroica” promosso dagli scrittori Luca Mazza e il riccionese Jack Sensolini e all’antologia “Zappa & Spada”, a cura di Mauro Longo, che si propone di lanciare un genere “spaghetti fantasy”). Quindi sì, penso si possa parlare di un movimento letterario.>

È più difficile scrivere “su commissione”?

<Io trovo sia più facile: scadenze e direttive editoriali ti costringono a rispettare una tabella di marcia. Commissione non significa, tuttavia, che l’autore non sia libero di esprimersi. L’editore intelligente di solito ti affida un tema, e ciò che vuole è esattamente che l’autore lo elabori nei modi e con gli argomenti che gli sono propri.>

Il suo è uno stile ormai inconfondibile: è questa la chiave del suo successo?

<Alcuni lo apprezzano molto, altri mi hanno tacciato di scrivere in modo eccessivamente barocco. Il fatto che il noto sito di scrittura “Minuti Contati” abbia deciso, mesi fa, di dedicare alla mia prosa tanto particolare uno dei suoi contest letterari mi fa pensare che il mio lavoro sia ormai piuttosto conosciuto e valutato per la sua originalità.>

Il disegno dell’immagine di copertina è di Cremonini, illustratore fanese.

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