la Bohème sessantottina di Muscato

La Bohème, in uno degli allestimenti più apprezzati al Macerata Opera Festival, giunge al Teatro della Fortuna di Fano, venerdì 1 e domenica 3 dicembre 2017 alle ore 20.00, La coproduzione della nota opera di Puccini, su progetto della Rete Lirica delle Marche (Ascoli Piceno, Fano e Fermo) e Teatro Marrucino di Chieti, vede alla regia Leo Muscato che, per la versione maceratese, fu insignito del Premio Abbiati.

Muscato traspone l’opera nella Parigi sessantottina, periodo di fermento politico ed esplosione d’idealità, di giovani in piazza e tensioni contrapposte, ma anche di grandi legami, amori e passioni, tutti elementi che si sposano alla perfezione con il mondo musicale e drammaturgico di Bohème.

Quella di Muscato è un’intuizione geniale avuta durante la lettura del testo: <Questa visione nasce nel momento in cui l’attenzione si è fermata sulla prima didascalia del testo “Parigi 1830”: non ci avevo mai fatto caso, ma Puccini ambienta l’opera decenni prima e così mi sono incuriosito e sono andato a vedere cosa accadeva in quel periodo a Parigi. Era il periodo delle grandi ribellioni giovanili con il rivoluzionario desiderio di cambiare i costumi sociali, sessuali, politici, con movimenti artistici molto importanti. E lo stesso Puccini, 40 anni prima della stesura di quest’opera, aveva fatto pare del movimento degli scapigliati. Quindi, l’idea che mi sono fatto è che in realtà avesse voluto giocare su un sentimento di nostalgia, perché in platea avrebbero potuto esserci delle persone che come lui avevano fatto parte di questo movimento. Di conseguenza, per cercare di rimanere fedele allo spirito che lo animava, ho optato per una trasposizione vicina a noi che avesse gli stessi valori di ribellione, il ’68. Una nuova operazione nostalgia sia per chi in quegli anni c’era che per chi, come me, non c’era e ne ha un ricordo mitizzato.>

Un approccio totalmente nuovo, come quello di un regista teatrale all’Opera: <Ogni volta cerco di avere la stessa qualità di lavoro sia con gli attori che con i cantanti d’opera. In questo caso ho fatto un’analisi del testo identica a quella che faccio nella prosa. Finalmente il mondo dell’Opera si rende conto che per le regie ci si deve rivolgere al mondo della prosa.>

Una rilettura attuale, cruda e travolgente, senza finti romanticismi: <Non vi è nessun romanticismo nella morte di una giovane, così come nella Traviata. Mimì muore a 20 anni, sola e nel quarto atto la tragedia esplode totalmente. I giovani sono scioccati positivamente da questa Bohème come chiunque desideri lasciarsi stupire.>

In scena: Benedetta Torre (Mimì), Azer Zada (Rodolfo), Marcello Rosiello, Filippo Fontana, Roberto Lorenzi, Barbara Bargnesi, Alessio De Vecchis, Davide Filipponi, Davide Ciarrocchi, Carlo Bonelli, Niccolò Pelusi e Francesco Amodio. Sul podio il Maestro Matteo Beltrami che dirige la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno diretto dal maestro Giovanni Farina.

Info: 0721 800750 / 0721 827092. Biglietti in vendita anche online su www.vivaticket.it  e  www.liveticket.it.

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