La danza sulle note di Rossini

La danza omaggia Rossini: la dedica è quella di Spellbound Contemporary Ballet, una delle principali espressioni della danza “made in Italy”, che con il debutto in prima assoluta di Rossini Ouvertures, sabato 25 febbraio alle ore 21, al Teatro Rossini, renderà omaggio al Cigno di Pesaro celebrandone la figura artistica ed umana con le intense coreografie di Mauro Astolfi: <La nostra è un’esplorazione per cercare, “vedere” attraverso le potenti immagini sonore di Rossini. Mi sono lasciato trasportare da tutta quella forza e ho immaginato, per un attimo, di averlo conosciuto!>

La figura artistica ed umana di Rossini, come la danza contemporanea può offrire questo omaggio?

<In due modi. il primo semplicemente partendo da partiture musicali, da questa potente e meravigliosa creatività musicale. E’ stata la cosa più semplice perché la danza riesce ad incarnare appieno la vibrazione della musica, lavorando sulla musicalità estrema, sulle variazioni e le differenze di ritmo. A questo si aggiunge la sua storia di uomo e artista, di cui tutti forse hanno una visione più limitata.>

Ha studiato quindi la sua vita?

<Certo e la cosa che mi ha profondamente interessato è la parte relativa a quando lui è sparito dalle scene. Molti conoscono il suo lato geniale e voluttuoso, ma credo che in pochi sappiano della sua lotta, quando arriva la consapevolezza della morte che vede, anticipa e teme. Mi ha affascinato proprio il rapporto con la sua indole creativa, perché nei pochi momenti in cui ritrovava la sua lucidità, contemporaneamente ritrovava anche la sua verve e ritornava sulla scena, come se niente fosse successo da quando l’aveva lasciata. Quando tornava lo faceva seducendo, inebriato dalla sua arguzia e dall’energia della sua traboccante creatività.>

Oggi è diverso?

<Oggi il pubblico crede meno in una produzione contemporanea cerca un’evasione estetica- Gli ideali estetici di Rossini, volti al conseguimento del sublime, si trovano in immediata sintonia con quelli antirealistici dello spettatore moderno.>

C’è un’opera dalla quale ha tratto maggiore ispirazione?

<Il nostro è un viaggio in tutte le Overture: da una parte un’astrazione che caratterizza e interpreta la partitura musicale, ma poi, affrontando il Guglielmo Tell o lo Stabat Mater ci spingiamo ad una indagine più profonda sulla sua tristezza, sui fantasmi che vivevano con lui sul finire della sua vita.>

Questo spettacolo fa parte di un percorso particolare di Spellbound?

<La scelta è caduta su Rossini proprio per la bellezza delle sue musiche. Sono affascinato da questi incredibili compositori, da Vivaldi a Beethoven a Mozart: come creavano e cosa li aveva portati a creare musiche di tale assoluta bellezza.>

Difficile fare danza oggi in Italia, diverso dal sentire europeo?

<L’Italia è un paese dove stanno chiudendo un Ente lirico dopo l’altro insieme ai corpi di ballo. Coloro che gestiscono la cultura non sono persone di cultura: sarebbe come andare da un medico che non ha studiato medicina. In Europa portano i bambini dell’asilo a vedere la danza: due universi diametralmente opposti! E pensare che noi abbiamo danzatori solisti italiani in quasi tutte le compagnie europee! Occorrerebbero più artisti a ricoprire i ruoli della cultura.>

Lo spettacolo è proposto nell’ambito di “Una grazia, un certo incanto. Pesaro per il 200 anni della Cenerentola e il non compleanno di Rossini”, Rossini Ouvertures celebra la figura artistica ed umana di Gioachino Rossini, “una personalità così potente e incredibile” che ha letteralmente affascinato Mauro Astolfi, offrendogli suggestioni, immagini e simboli di scene non solo legate alle singole opere del musicista.
In scena: Fabio Cavallo, Alice Colombo, Maria Cossu, Giovanni La Rocca, Mario Laterza, Giuliana Mele, Caterina Politi, Giacomo Todeschi e Serena Zaccagnini.

Info Teatro Rossini 0721 387620/1.

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