la furia potente, misteriosa e fiabesca

Il racconto furioso della rabbia tocca e colpisce con profonda intensità il pubblico del Rossini. A Fury Tale di Cristiana Morganti segna un’ennesima tappa di successo per la coreografa che per tanti anni ha lavorato nel Tanztheater Wuppertal con Pina Bausch.
Un’esperienza che l’ha segnata e ha gettato le basi per un suo percorso personale: con la Bausch ha condiviso da subito il rapporto con il pubblico, la rimozione della famosa quarta parete, e i suoi spettacoli si relazionano con lo spettatore fino ad instaurare un intimo rapporto di scambio emozionale.
Infatti con Pina Bausch A Fury Tale non ha nulla a che vedere, chiariamolo subito, perché il percorso della Morganti è in assoluto divenire e prende corpo dal suo sentire e dal suo personale sguardo sul mondo.
Ironico e trasversale rispetto alla costruzione delle coreografie e agli stili di danza, A Fury Tale è decisamente in grado di esprimere la potenza dell’universo femminile in tutte le sue contraddizioni. Potente, visionario, fiabesco e reale al tempo stesso, delicato e profondo nel suo percorso all’interno di un sentimento istintivo come quello della rabbia.
E dalla rabbia è partita Cristiana, per affrontare l’istinto, l’evoluzione, l’esplosione e la forte ambiguità intrinseca di un sentimento che comprende potenza distruttrice e spinta vitale. Il contatto con l’universo femminile nasce da un rapporto a 4: la coreografa e la sua assistente e le due ballerine. Inevitabile quindi lo sdoppiamento, che segue anche le tracce del precedente “Jessica and me”, questa volta rimarcato dalla presenza delle due danzatrici, elfi, streghe, fate, donne, volpi, amiche, sorelle, esseri in grado di avvertire, contrastare e subire ogni variazione di stato d’animo.
Misterioso, ma al tempo stesso aperto e vitale. Onirico e al tempo stesso così reale, tanto da essere crudele, a tratti, nella violenza delle relazioni, di ambigua natura.
Lo sfondo bianco si nutre di immagini reali e di sfondi colorati, pulsa e dona ritmo, o lo sottrae diventando scena nuda e candore.
Anna Wehsarg e Anna Fingerhuth sono una, due, centomila: così simili e così diverse raccontano i loro sogni, i loro desideri, si specchiano e confondono continuamente, rendendo vivo il contrasto che è alla base del sentire più profondo di ognuno di noi.

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