La Medea di Ronconi rivive a Pesaro

La Gold Season del Teatro Rossini di Pesaro che, nel 2018, festeggerà anche i suoi 200 anni, è una stagione a 5 stelle, con esclusive regionali e spettacoli di grande teatro Altisonanti i nomi dei protagonisti, sia come autori di regie importanti, da Luca Ronconi a Peter Stein, Mario Martone e il grande Maestro Peter Brook, che come interpreti, da Franco Branciaroli a Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice e Maddalena Crippa, solo per citarne alcuni. 7 gli spettacoli per 28 serate da ottobre a marzo.

Si parte con uno spettacolo evento del teatro italiano, “Medea” interpretata da Franco Branciaroli, ripresa dello straordinario spettacolo diretto da Luca Ronconi, di cui fu protagonista nel 1996, che sarà a Pesaro in residenza di riallestimento di stagione. Il testimone della regia verrà poi passato ad un altro importante autore come Peter Stein che darà voce a Richard II attraverso la sua musa Maddalena Crippa, in un altro avvincente ribaltamento di ruoli.

In scena, dal 5 all’8 ottobre uno spettacolo evento, omaggio a Luca Ronconi: “Medea”, nell’interpretazione di Franco Branciaroli, uno degli artisti che ha lavorato con Ronconi più a lungo e in maggiore vicinanza, come testimoniano spettacoli impressi nella memoria collettiva come “La vita è sogno”, “Prometeo incatenato” e “Lolita”. Come affrontare un riallestimento così importante dopo più di 20 anni? <La cosa “preoccupante” è che questo riallestimento sembra sia quello di uno spettacolo interrotto per l’estate: – afferma Branciaroli – calza bene come una scarpa perfetta, tutte le intonazioni mi sono rimaste nella memoria. Nulla è cambiato delle indicazioni di Ronconi, ma sono sicuro che lui non sarebbe d’accordo sul riallestimento, era contrario. Ma per me è stato necessario: in un panorama generale di piattezza assoluta del teatro, occorreva rimarcare la genialità di un’operazione teatrale. Non se ne vedono più di spettacoli così!>

Necessario e possibile grazie all’appartenenza dei diritti da parte dello stesso Branciaroli, che, “in un panorama desolante, ha pensato bene di fare vedere questo capolavoro del teatro, considerando che ci sono generazioni che non lo hanno potuto vedere.” Se nulla è cambiato delle indicazioni del Maestro, ci chiediamo se qualcosa è cambiato nelle sembianze e nell’anima del protagonista, ma Branciaroli smentisce: <Anche lì non è cambiato nulla: sembra incredibile, ma con la parrucca e il busto, che stringe la pancia, da lontano non fa alcuna differenza dalla Medea di allora. La struttura del mio viso non è cambiata e mi sono sorpreso io stesso della somiglianza. So che può sembrare una cosa “sinistra”, ma non si vede una Medea molto diversa…almeno da lontano.>

Ronconi fece di Medea una maschera della femminilità, ancora oggi, un’interpretazione che fece discutere, ma che modificò anche l’opinione rispetto a questo mito: <Ronconi intendeva annullare la vox populi sul fatto che Medea fosse una protofemminista. In realtà lei usa la femminilità come maschera: ha commesso un crimine verso le divinità e proviene da una terra barbara: questi passaggi, ancora oggi, si pagano col sangue. Deve ripagare il suo sacrificio ammazzando i figli prima che lo faccia qualcun altro per rappresaglia dopo l’uccisione della sua rivale. Con un sacrificio risarcisce il sacrilegio dello sterminio della sua famiglia.> Ma quanto è vicina questa Medea a noi? <Lontanissima, – chiosa Branciaroli – Ronconi ha sempre affermato che bisogna mostrare quanto le tragedie greche siano lontane da noi. Sono come una nave partita 2500 anni fa e arrivata qui piena di incrostazioni. Un’operazione compelssa, ma aveva i mezzi culturali per farlo, cambiando anche le opinioni di alcuni saggi storici.>

Sabato pomeriggio, ore 18, incontro con i protagonisti nella sala della Repubblica del teatro. Info: Teatro Rossini 0721 387621. Inizio spettacolo: da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 17.

 

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