La Petite Jazz

Una rilettura originale e innovativa del bellissimo e seducente capolavoro rossiniano affidata a 3 noti jazzisti: sul palco del Teatro Rossini di Pesaro, sabato 16 novembre alle 21, Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Uri Caine (pianoforte) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon) proporranno la loro “Petite (jazz) messe solennelle”.

In occasione delle Celebrazioni dell’anniversario della morte di Gioachino Rossini, il fantastico trio interpreterà la partitura rossiniana con rigore e originalità, attraverso linguaggi improvvisativi e strumenti inusuali come la tromba, il flicorno e il bandoneon, che sostituisce l’harmonium della partitura originale.

Il progetto nasce sulle ali delle Celebrazioni del 150enario della morte di Gioachino Rossini, che hanno rappresentato per il Rof un momento di svolta, dando il via a un progetto di estensione della propria attività, a cui si aggiunge la già avviata esplorazione di nuove forme di  interpretazione delle pagine originali della musica rossiniana alla luce di nuovi codici espressivi, ambito nel quale rientra anche questo progetto di contaminazione tra musica classica e jazz.

«Si tratta dell’ultima produzione fuori dal festival, iniziata con “La cambiale di matrimonio” a febbraio e proseguita con “L’italiana in Algeri” realizzata con le marionette. – ha affermato il Sovrintendente Ernesto Palacio – Sono molto curioso di ascoltare questa versione jazz: la musica di Rossini, nella sua astrattezza e modernità, si presta in maniera particolare a operazioni del genere, che utilizzano forme espressive contemporanee per riproporne le partiture rispettandone ogni nota».

«Abbiamo affrontato la partitura rossiniana con il massimo rigore e rispetto, cercando di proporne una rilettura estremamente aderente al suo tessuto armonico, rispettandone in maniera quasi integrale la scansione dei quattordici brani.  – ha sottolineato Daniele Di Bonaventura – Rossini è un musicista di modernità strabiliante, le sue composizioni anticipano sonorità dei secoli successivi e rappresentano un modello di esattezza e perfezione: la sua musica, insomma, parla da sé. È un immenso onore poterla eseguire nella sua città natale e nel teatro a lui dedicato. Ho sempre sperato di poterlo suonare, un giorno, come musicista e non come interprete. Sono un compositore e suono il bandoneon da autodidatta, uno strumento che mi porta al linguaggio originale della musica, nato per accompagnare le funzioni liturgiche, l’harmonium dei poveri».

Il Presidente del Rof, il vicesindaco Daniele Vimini, ha infine ricordato: «La Petite messe solennelle è stata una costante nel periodo delle Celebrazioni rossiniane, essendo stata riproposta nel 2018 nella settimana del (non) Compleanno e in quella della commemorazione del 150esimo della morte di Rossini, nonché nell’ambito del 39° ROF. Non a caso, anche quest’anno è la Petite messe solennelle, in versione jazz, uno degli appuntamenti principali della settimana di celebrazioni dell’anniversario della morte del compositore».

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