La poesia a teatro: L’altra America

Teatro e Poesia, di scena sabato 12 gennaio, al Teatro Apollo di Mondavio: Teatri d’Autore, la stagione di prosa nei teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino, propone, alle ore 21.15, “L’altra America” con Loris Falconi (voce, parti narrative e filosofiche) e Loris Ferri (voce, poesie, parti narrative) su musiche originali di Telios de Lorca eseguite da Marco Cesarini (basso, cigar box, saz, elettronica) e Davide Mazzoli (batteria, nagara, elettronica) su immagini di Margherita Baldelli.

Nato grazie all’incontro con l’opera illuminante di Cvetan Todorov “La conquista dell’America. Il problema dell’altro”, lo spettacolo prende vita ispirandosi liberamente ad un passato antico quasi seicento anni. Un racconto poetico e narrativo che si rivolge all’altro, ma che in realtà parla a sé stesso e di sé stesso: dell’Occidente e della sua vicenda di uomini, conquistatori, predicatori, mostri sanguinari e missionari. Dall’unione sinergica e armoniosa tra Poesia, Filosofia, Musica e Mitologia è nato questo originalissimo spettacolo teatrale, in una forma prettamente ibrida. Una sezione dello spettacolo è tratta dall’opera poetica “Poema della residenza” di Loris Ferri.

«È un tema che portiamo avanti da diversi anni io e Falconi – racconta Loris Ferri – perché è il tema centrale sia della mia poetica che della mia riflessione. Falconi vi ha dedicato diversi caffè filosofici, conferenze e seminari. Io dalla mia, ho lavorato poeticamente sul tema dell’io e delle sue frantumazioni come nell’opera prima borderlinea, Thauma 2008. Quando abbiamo deciso di lavorare insieme, la fonte di ispirazione è stato questo testo che parte dall’occidente, dalle frantumazioni dell’io e dell’umanità. L’”altro” può essere sia uno specchio che la possibilità di avere uno sguardo esterno verso di noi. Forse su quelle rotte verso l’America, si è perso l’uomo stesso, l’uomo occidentale».

Ritornare all’origine per ricucire il filo a ritroso della memoria. Perché questo è “il viaggio”, il grande viaggio, che segnerà l’umanità a venire. Nulla sarà più come prima. La storia si fa al contempo mito ed epica, gesta memorabili e leggendarie, naufragi e popoli, memorie cancellate e civiltà di un passato glorioso tra guerre e divinazioni. Realtà e leggenda.

«La scoperta dell’America ha una valenza simbolica fortissima – prosegue Ferri – L’Europa si vede sempre più piccola e l’America diventa “un altro” molto potente che richiede un confronto. Le differenze tra culture sono indispensabili per il cammino dell’umanità, ma l’uomo si è fossilizzato e meccanicizzato, perché vede l’altro attraverso il concetto di inferiorità, animale o cosa tra le cose. Un concetto che viene portato all’esasperazione per cui “io mi sento migliore di quello che sono perché in realtà non mi confronto mai con nessun altro”. Così, la vita dell’altro testimonia o può macchiare la mia purezza e questo arriva a giustificare anche il genocidio. L’ultima fase è poi il senso di colpa: non c’è mai dialogo né riflessione con l’altro, ma io, occidentale, che sono sempre al centro del mondo, decido se sono superiore o inferiore fino a scegliere il destino dell’altro, se salvarlo o ucciderlo». L’“altro” simboleggia l’indigeno, la donna, la natura e il femminile, cioè l’arte: «La mancanza di consapevolezza fa sì che ci sia sempre bisogno di un capro espiatorio: sono secoli che inseguiamo qualcuno da incolpare».

Ma, che cosa significa essere un poeta e fare poesia oggi? «In realtà per la mia esperienza la poesia è tutto il mio mondo, – chiosa Ferri – sia il mezzo che la chiave attraverso cui esprimo me stesso e me stesso nel mondo. Il mezzo di rappresentazione dell’esistenza. Senso di rivoluzione, onestà del sentire dove si mescolano sia le mie intuizioni che le mie debolezze, le aspirazioni e le cadute, mentre nel reale domina la brutalità la menzogna la negazione e anche la disonestà, la poesia è il luogo dell’onestà del sentire. Memoria individuale e collettiva, dove il tema dell’io e dell’altro è impossibile da non affrontare».

Informazioni e biglietti: 0721 3592515, 366 6305500 www.amatmarche.net reteteatripu@amat.marche.it

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *