La Scuola…di Silvio Orlando

Ritorna sulle scene La scuola, spettacolo cult del 1992 con Silvio Orlando, da giovedì 23 a domenica 26 marzo al Teatro Rossini di Pesaro.
Sono passati 25 anni dalla prima antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del ‘95. Diretto da Daniele Lucchetti, il testo è tratto dalla produzione letteraria di Domenico Starnone e vede in scena, tra gli altri, Vittoria Belvedere. E’ stato lo stesso Orlando a decidere di riportare in scena lo spettacolo più importante della sua carriera: <Fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico: E’ davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi.>

Chiediamo a Orlando Cosa è cambiato rispetto alla prima e alle successive messe in scena?

<L’impianto drammaturgico è rimasto lo stesso, ma siamo andati più in profondità: all’epoca, con Angela Finocchiaro, eravamo interessati di più all’aspetto comico. Oggi abbiamo posto più l’attenzione sulla sua armonia.>

Uno stimolo per parlare della scuola al centro di tante discussioni oggi?

<Come dovrebbe fare il teatro contemporaneo, ovvero stimolare il dibattito. E’ ovvio che noi non indichiamo strade o prospettive che ognuno sviluppa come crede. Nella strada produttiva che ho intrapreso con mia moglie ci piace affrontare la drammaturgia contemporanea, perché può scrivere parole di presa diretta nei confronti del pubblico, senza invadere, ma diventando uno specchio per chi è in sala.>

E il suo personaggio?

<Sembra un rottame della Storia: è come vedere un disco rotto che ripete gli slogan dell’epoca che a quel tempo sembravano davvero rivoluzionari. Oggi sono tutti raggelati in quell’istante storico. La scuola è un luogo centrale della vita di una famiglia.>

E come andava a scuola Silvio Orlando?

<Ero molto presente, una figura di riferimento anche perché mi occupavo di politica. Non ero uno studente lavativo: avevo iniziato da piccolo la mia carriera di attore nella vita.>

Riguardo agli attori di questa nuova versione?

<A Vittorio Ciorcalo, Roberto Nobile e Antonio Petrocelli, abbiamo affiancato Roberto Citran, nella figura del Preside che ci fa da “centrocampista” e Vittoria Belvedere. Secondo me questa è la più bella versione di sempre. Vittoria porta un elemento molto credibile di sensualità sentimentale. E’ molto diversa da tutti noi e forse per questo riesce a stabilire quell’armonia di cui parlavamo.>

Anche Vittoria Belvedere è felice di lavorare con Orlando: <Avevo già lavorato con lui e sua moglie, Maria Laura Rondanini nella fiction televisiva “padri e figli”. E’ sempre un onore lavorare con un “mostro sacro” come Orlando. Dopo due musical la prosa mi mancava e qui portiamo in scena la vita quotidiana, ma nulla è lasciato al caso: Silvio ogni sera analizza lo spettacolo insieme a noi per farlo crescere ad ogni replica.>

Ha iniziato giovanissima a fare l’attrice, come andava a scuola?

<Ho sempre raggiunto la sufficienza recuperando negli ultimi mesi, me la sono sempre presa con molta calma.
Quando si è giovani non ti rendi conto, poi crescendo capisci che mamma e papà avevano ragione.>

Il suo personaggio?

<Un insegnante di Ragioneria che ha una vita apparentemente appagata e normale, ma si scoprirà presto che non è soddisfatta sentimentalmente. Si scopriranno gli altarini, le gelosie, le aspirazioni di tutti: tra gli insegnanti, ma in qualsiasi luogo di lavoro, è così, come nella vita.>

Lo spettacolo diretto da Daniele Luchetti  conclude la stagioni di prosa di Pesaro. Incontro con il pubblico previsto per sabato ore 18 al Teatro Rossini. Per informazioni e biglietti: Teatro Rossini di Pesaro 0721 387621. Spettacoli da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 17

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