la storia di Django Reinhardt a teatro

Venerdì 11 gennaio, al Comunale di Gradara, secondo appuntamento della stagione dei Teatri d’Autore, che propone un ricco ed intenso programma in 6 teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino.

Alle ore 21.15 l’appuntamento è con lo spettacolo “HotJazz: un radiodramma su Django Reinardt” proposto dalla compagnia Asini Bardasci, scritto e diretto da Paola Ricci e interpretato dalla voce narrante di Filippo Paolasini con i musicisti Alessandro Centolanza e Fausto Savatteri alle chitarre, Martino Pellegrini al violino, Tazio Forte a fisarmonica e pianoforte, Vito Zeno al contrabbasso.

LA STORIA
In scena la storia del musicista zingaro Django Reinhardt, chitarrista semi-analfabeta che a Parigi, fra la fine degli anni ‘20 e ’50 del secolo scorso, esibendosi con successo sempre crescente in tutto il mondo con il Quintette du Hot Club de France a fianco del violinista italo-francese Stephane Grappelli, stabilì, di fatto, il canone del jazz europeo e dello stile manouche, mettendo insieme musica zigana e sinti, swing, bal-musette popolare francese e le audacie musicali del bebop afroamericano. Reinhardt non fu solo un musicista dal talento immenso (malgrado, diciottenne, avesse perso l’uso di tre dita della mano sinistra nell’incendio della sua roulotte), dalla carriera brillante, dalla vita per certi versi improbabile e fonte di ispirazione per generazioni di chitarristi: fu anche un uomo che non dimenticò mai le proprie radici e la sua cultura zingara. Anche Woody Allen aveva tratto ispirazione da questa carismatica figura, caricaturalizzandola un po’, per il film “Accordi e Disaccordi” con Sean Penn.

IL RADIODRAMMA A TEATRO
«Quando Paola mi ha espresso la sua volontà di lavorare sul genere radiodrammi a teatro, ho aperto immediatamente il file delle biografie, storie o eventi che hanno segnato negli anni la mia fantasia e la mia adolescenza. – racconta Filippo Paolasini – Contemporaneamente avevo conosciuto quello che poi divenne il nostro grande amico Alessandro Centolanza, cantautore e grande chitarrista manouche. Ci univa la grande stima per il musicista Django Reinhardt e il gioco fu presto fatto: avevamo tutti gli ingredienti per lo spettacolo».

Due chitarre, un pianoforte, un contrabbasso, una fisarmonica e un violino accompagnano la voce narrante dagli esordi fino al 1953, anno della morte dell’artista a soli 43 anni: gli anni d’oro, la guerra, Parigi, l’America, e soprattutto la musica a cui Reinhardt ha dedicato tutta la sua vita.

«Ricordo ancora l’emozione della prima, avevamo provato in giorni di grande arte e musica, eravamo dentro la parte, sembravamo davvero una compagnia di giro approdata in uno di questi meravigliosi teatri delle Marche. – prosegue Filippo – I musicisti più suonavano e più l’atmosfera diventava calda di emozioni. Ricordo il pubblico attento, sempre voglioso di rompere il ritmo dello spettacolo, per rendere il giusto merito ai musicisti, che di volta in volta eseguivano i pezzi con la libertà virtuosa dello stile Jazz Manouche».

Lo spettacolo è in scena nelle Marche anche ad Arcevia sabato 12 gennaio al Teatro Misa nella stagione promossa dal Comune e ATGTP Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata con Amat. Due grandi eventi, per ascoltare l’incredibile storia e l’intramontabile musica di un grande personaggio.

Informazioni e biglietti: 0721 3592515, 366 6305500 www.amatmarche.net reteteatripu@amat.marche.it

 

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