la Storia si fonde nel Teatro

La Storia si fonde con il Teatro: l’attore Silvio Castiglioni darà vita, martedì 19 dicembre al salone Snaporaz di Cattolica, nell’ambito della stagione del Teatro della Rgina, ad uno dei testi più celebri e discussi di Alessandro Manzoni: il saggio storico Storia della Colonna infame, ovvero la lunga ricostruzione del famoso processo agli untori che si verificò in occasione della terribile peste del 1630. Lo spettacolo fu messo in scena nel 2011 al Crt di Milano e riprendere questo lavoro nasce da un’esigenza politica e sociale: <Sinceramente mi sono reso conto di quanta forza abbia ancora questo testo, sicuramente non facile, da cui abbiamo estratto il succo che è poi la storia di questi disgraziati. – afferma Castiglioni – Resta vivo il fatto che Manzoni non scrive la parola fine ai Promessi Sposi ma “la storia che ho inventato io è finita bene, adesso leggetevi questa”. Una storia da cui rimane sconvolto, colpito dalla facilità con cui quei giudici condannarono degli innocenti, il fatto che basti davvero poco per abbandonare qualsiasi convinzione, per la facilità morale di questo atto. Per me è un atto apotropaico, uno scongiuro, una specie di macumba per allontanare l’eventualità che possa riproporsi una cosa simile.>

La peste del 1630 sterminò un terzo della popolazione di Milano; le autorità cittadine, non riuscendo a gestire la situazione né gli umori delle masse, alimentarono la diceria che la peste si fosse propagata a causa di un non ben definito onto, un unguento di cui alcuni individui, per loro loschi e incomprensibili scopi, andavano cospargendo case, strade, oggetti, vestiario etc: <C’è sempre bisogno di vittime innocenti per calmare le acque: trovare un colpevole. – prosegue Castiglioni – Un meccanismo studiato che sembra impossibile da superare. Nella comunità ferita e distrutta dalla peste, si cerca questa soluzione perversa. L’attualità sta nel fatto che chiunque amministri la giustizia, quando è sotto pressione, o dell’opinione pubblica o dei suoi superiori, chiude entrambi gli occhi.>

La scena è un salotto che ospita un Professore, che sembra conoscere la natura del potere, e una Donna, che sembra prendersi cura di lui. Per tutto il tempo che è loro concesso, il tempo dello spettacolo, il Professore recita il Manzoni con un’urgenza misteriosa, come se temesse che le parole potessero essere dimenticate, e morire, e il suo compito fosse di salvarle, preservando la memoria di due vittime innocenti.

La febbrile scrittura del Manzoni non riesce a darsi pace di fronte alla facilità con la quale i giudici, allora, cedettero alle pressioni dell’opinione pubblica.

Info: Teatro della Regina di Cattolica Tel. 0541/966778

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