La voce del Buddha allo Snaporaz

Con il concerto per tamburi giapponesi The art of Taiko, Il Gruppo Munedaiko inaugura martedì 5 dicembre la stagione del Salone Snaporaz. Sul palcoscenico contemoraneo dello Snaporaz Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro e Lorenzo Gullotta eseguiranno un concerto di tamburi tradizionali giapponesi. Un’arte, quella del Taiko, dalle origini ancestrali che va oltre l’esperienza musicale e di ascolto, per toccare attraverso la vibrazione la profondità dell’animo e approfondire lo spirito.

               La vibrazione è l’origine della vita. La percussione è l’origine dell’arte musicale e culturale, la base della storia e della cultura musicale. Se ascoltiamo attentamente, il nostro stesso cuore batte in modo ritmico.

Il Taiko, che letteralmente significa “grande tamburo”, è la percussione tradizionale della cultura Giapponese. Le antiche origini del taiko fanno pensare che questo strumento abbia più di 2000 anni di storia. Spesso usato in battaglia per intimorire e spaventare i nemici, o per impartire ordini e coordinare gli spostamenti delle truppe, il taiko è sempre stato utilizzato in contesti popolari, culturali, religiosi (sia buddisti che shintoisti) e spirituali. Ancora oggi, è uno dei pochi strumenti che si può trovare nei templi e nei santuari.

Alcuni buddisti ritenevano che il suo suono rappresentasse la ”voce del buddha” e veniva utilizzato sia per sostenere la recita del mantra che durante riti, danze e cerimonie. Il dio del tuono, portatore di pioggia e tempeste era rappresentato dal taiko che carico di energia dell’universo veniva battuto per creare fulmini a ogni colpo. Nella credenza popolare giapponese, la vibrazione del taiko è in grado di purificare l’ambiente in cui viene suonato, scacciandone i demoni o le impurità che lo abitano. Nei villaggi, le feste venivano celebrate con il suono del tamburo che veniva suonato per rallegrare ed elevare lo stato d’animo. Proprio dal contesto popolare si sono sviluppati la maggior parte dei ritmi tradizionali, fonte di ispirazione per i percussionisti di taiko moderni. Il Gruppo Munedaiko conduce la storia millenaria di questo strumento fino a oggi, attraverso una ricerca incessante e una conoscenza di sé in armonia e risonanza con l’altro.

Capace di stimolare la nostra forza vitale, infatti, il taiko è in grado di metterci in una condizione che esprima al meglio il nostro essere e la nostra essenza. Il suo vibrare crea una risonanza con la parte più profonda di noi, con chi suoniamo e con chi ascolta, trovando così un respiro comune, aumentando la sensibilità e il pensiero positivo. Suonarlo significa applicare una notevole quantità di energia, raggiungendo uno stato in cui la mente si libera dalle fissazioni a cui la società mondana ci abitua. Considerata “specchio dell’anima” per il modo così semplice e diretto in cui riflette la nostra condizione, sia mentale che fisica, la pratica del taiko può far risvegliare, sviluppare e manifestare la vera forza interiore, creando una condizione di armonia nel corpo, nel cuore e nella mente, per cercare di approfondire lo spirito.

               Non solo pratica musicale, al centro dell’arte del Taiko risiede la possibilità di manifestare il proprio carattere e la propria esperienza da cui anche gli altri possono trarre beneficio. La postura, il movimento e la concentrazione sono fondamentali: focalizzarsi su come si muove il corpo permette di  arrivare a colpire il tamburo, liberare la mente per sentire il suono e risuonare con la vibrazione per entrare nel ritmo.

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