la Wunderkammer Orchestra… in Jazz

Un appuntamento dal sapore “americano” per la Wunderkammer Orchestra, grazie all’invito ricevuto dal Fano Jazz Network in coda al Festival Fano Jazz by the Sea: giovedì 22 agosto (21.15), alla Rocca Malatestiana di Fano, la WKO suonerà jazz per la prima volta, in un concerto dal titolo “Big Band Made Small”. Musica d’oltreoceano con risonanze e colori della musica afroamericana, eseguite in una formazione composta da solo fiati, percussioni e contrabbasso. In programma brani di Gershwin, Bernstein e nuove composizioni recentemente commissionate da WKO a valenti musicisti contemporanei come Carlo Tenan e Cristiano Arcelli. Al pianoforte Paolo Marzocchi, alle percussioni Ivan Gambini, sul podio lo stesso Tenan.
(info www.fanojazznetwork.it )

Marzocchi: la Wunderkammer ora suona anche il jazz?
«È un esperimento: dopo aver ridotto un’orchestra sinfonica a 12 elementi, ora abbiamo provato a comprimere una big band rendendola “small”, tascabile. Nessuno di noi è un vero jazzista, anche se Gambini è attualmente in tournée con Nicola Piovani e Tenan, nonostante abbia diretto lunedì scorso il concerto al Rof con la Pratt e la Molinari, è un po’ jazzista, oltre che oboista, pianista e direttore, tanto che sia Paolo Fresu che Uri Caine vogliono spesso lui a dirigerli».

Quanti gli elementi in scena in questa small big band?
Sul palco siamo in 12: 8 fiati, contrabbasso, pianoforte e percussioni, più il direttore d’orchestra. Con noi il Quartetto Atem di Pesaro.

Quale il programma?
Oltre a Gershwin, orchestrato da me, e Bernstein, anche il Kammerconzert per pianoforte e big band, scritto per me da Tenan con linguaggio e armonia jazz, ma con una costruzione contrappuntistica molto sofisticata e Ivan sarà il solista nella trascrizione delle percussioni di West side story. Poi c’è “Traffic revenge” di Cristiano Arcelli, compositore e sassofonista jazz, che ha pensato questo brano mentre era in coda in autostrada: la vendetta del traffico…».

Come vede il lavoro della Wunderkammer in questi due anni e mezzo?
«Sono molto contento, abbiamo portato avanti diversi progetti. Da un lato quello su Beethoven: sto concludendo l’integrale con cadenze contemporanee commissionate a importanti compositori italiani. Poi i tanti progetti con ragazzi molto giovani (è recente il concerto a Rimini con oltre 370 bambini che provenivano anche dal Conservatorio e dal Liceo Musicale di Pesaro) e l’esperimento di scrittura di musica sinfonica da parte di bimbi molto piccoli».

E ora il jazz?
«La nostra è una piccola realtà che produce cose innovative. Non abbiamo sovvenzioni e andiamo avanti con le nostre forze, grazie anche ad una macchina organizzativa che funziona alla perfezione».

Progetti nell’immediato futuro?
«A novembre suoniamo a Rimini, al Teatro Galli, e a febbraio saremo di nuovo ad Ancona con il proseguimento del progetto su Beethoven con Marco Vergini. In uscita anche un disco con i concerti n.3 e n.4 con le cadenze contemporanee, rispettivamente mie e di Mauro Montalbetti».

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