Lo scultore cosmico, ora, è nelle stelle

«Mi sento attratto dal cielo con le sue stelle e pianeti e, al di là, dalle nostre galassie, è una immaginazione che va oltre, come a voler sfidare la fantasia stessa, come in un sogno. Mi piacerebbe lanciare una mia scultura in orbita nello spazio. Sarebbe davvero un bel sogno sapere che lassù gira una mia forma spaziale».

Ed è lui ora, ad essere nel cielo: Eliseo Mattiacci è scomparso all’alba del 26 agosto, al termine di una lunga malattia che si era aggravata negli ultimi mesi. Lascia la moglie Silvia e la figlia Cornelia, curatrice presso Fondazione Prada.

Nato a Cagli, il 13 novembre 1940, Mattiacci si è distinto per le sue sperimentazioni nel campo concettuale e performativo, contribuendo al rinnovamento dell’arte italiana fin dagli anni Sessanta. Creatore di forme scultoree e tracciati grafici che hanno la forza di coniugare la dimensione materiale e quella metafisica, il mondo sotterraneo e gli spazi infiniti, quella di Mattiacci è stata una linea di coerenza e di libertà esemplari, di generosa resistenza e lirica potenza, fortemente radicata nel suo territorio a cui era profondamente legato, le Marche, ma con una capacita incredibile di parlare al mondo. Una presenza indispensabile alla storia dell’arte e nella nostra regione, a partire dalle prime opere con le quali ha sposato, da artista e poeta, il lavoro della terra e la tecnologia con la riattivazione dei miti e la contemplazione degli astri. Fino alle sue opere e installazioni più recenti con cui l’artista ha voluto consegnare al mondo la sua idea di cosmo, proseguendo un viaggio di scoperta e di meraviglia all’interno della natura e dell’universo che accomuna Lucrezio, Galileo, Leopardi, autori di ieri e di oggi.

Una presenza discreta quella di Mattiacci a Pesaro, ma forte e costante, sempre generosa con chiunque. Il Centro Arti Visive Pescheria lo ricorda con le importanti mostre realizzate in Pescheria. «La mostra di Mattiacci (27 luglio-20 ottobre 1996), con opere dal 1985 al 1996, a cura di Bruno Corà, ‘inaugurò’ la nuova stagione della Pescheria, non più storico mercato del pesce ma Centro per le Arti Visive, – osserva l’assessore alla Bellezza Daniele Vimini – ossia luogo istituzionale per “l’esposizione e l’informazione delle arti visive” come scrisse all’epoca il direttore Loreno Sguanci. Aprì la strada di una lunga storia che ha condotto la Pescheria a diventare polo di riferimento dell’Adriatico per l’arte contemporanea». L’ultima sua mostra, sempre in Pescheria, fu nel 2013 a cura di Ludovico Pratesi.
Nel 2014, gli f assegnato, dall’Accademia di Macerata, il Premio Svoboda al Talento Artistico e Creativo.
L’ultimissima esposizione di sue opere è avvenuta invece con “Incontro a Palazzo”, allestita a Palazzo Ducale di Urbino, in dialogo con Icaro, Carboni e Termini, conclusasi a luglio scorso. In mostra le sue “Tavole degli alfabeti primari”, (opera del ‘72 esposta in quello stesso anno alla Biennale di Venezia), dove dieci grandi tavole di alluminio, simili ad antiche steli, recano incise a mano le lettere degli alfabeti arcaici, selezionate con l’aiuto del suo amico, poeta e critico d’arte, Emilio Villa.
A Pesaro, sul molo di Levante, la sua opera “Ordine cosmico” rimane a testimonianza del suo percorso nella natura insondabile della vita, in una città con una forte concentrazione di artisti di generazioni diverse, che qui vivono e lavorano e che sapranno certamente raccogliere la sua eredità straordinaria.

CORDOGLIO IN CITTA’
«Con la scomparsa di Eliseo Mattiacci – annuncia il sindaco Matteo Ricci – perdiamo uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana; un grande artista cui la nostra terra ha dato i natali e che qui a Pesaro viveva e lavorava con intensità e amore per il suo territorio. La sua monumentale opera ‘Ordine Cosmico’ al molo di Levante, uno dei simboli di bellezza della città, continuerà a ricordarci la sua energia creativa immortale». «Un ‘gigante’ che ha contribuito al rinnovamento dell’arte contemporanea italiana – aggiunge il vicesindaco Daniele Vimini – la cui figura si lega strettamente ad un luogo nevralgico della cultura cittadina. In tempi recenti, dopo avere incontrato Eliseo alla Galleria di Franca Mancini, gli dissi di come ci sarebbe piaciuto legare l’immagine del suo ‘Ordine Cosmico’ al sole che tramonta e sorge sul mare a Pesaro, celebrandola anche con un concerto. Pochi giorni dopo era in prima fila ad assistere a quel piccolo momento musicale. Ci mancheranno l’artista e l’uomo». Un abbraccio particolare alla Presidente onorario Franca Mancini e a Silvia con Cornelia, anche da parte del Circolo della Stampa, che premiò Mattiacci nel 2008.

 

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