Maria Antonietta: poesia e musica

Urbino e le città del libro al Teatro Sanzio con Maria Antonietta.

Parte da Urbino, domenica 19 maggio alle 21.30 al Teatro Sanzio, il nuovo tour di Maria Antonietta dedicato al suo libro “Sette ragazze imperdonabili”, uscito il 19 marzo per Rizzoli: un reading-concerto con letture musicate e canzoni tratte dal suo repertorio suonate in una veste del tutto inedita. Sul palco anche Daniele Rossi, che si alternerà tra chitarra baritona, violoncello, tastiere e banjo. “Sette ragazze imperdonabili” è un omaggio alle sue sorelle maggiori: femmine radicali, impazienti, oneste, che l’hanno ispirata negli anni, alle quali la cantautrice pesarese ha voluto dedicare le sue parole.

Che siano canzoni o libri: la tua vocazione è scrivere…

«Le parole sono venute prima di tutto: la poesia, la scrittura, è in fondo il mio grande amore, ancor prima della musica. Ho fatto la cantautrice, ma da sempre avevo il sogno di scrivere un libro, anche di racconti. Al di là delle classificazioni, quello che mi interessa e realizza davvero è la scrittura, anche se è una vocazione faticosa…».

In questo libro emerge la sorellanza nei confronti delle tue icone, donne forti, libere, a cui devi la tua ispirazione?

«Sì, sono sempre stata molto curiosa, rispetto ad una serie di figure femminili, di esplorarne lo sguardo. Il loro modo di guardare la realtà e capire se esiste uno “sguardo femminile”, per comprendermi di più. Curiosità e ricerca per trovare i riferimenti e costruire la mia identità. Mi è parso quindi di aver accumulato un grande debito nei confronti di queste autrici: il libro è un atto di devozione, per questo ho scelto lo stile del libro d’ore, un meccanismo di preghiera».

Laico però?

«Laico sì, ma in ogni sezione, in ogni ora liturgica, c’è proprio una citazione verso di ognuna di queste 7 autrici che introduce le mie parole. Come, per me, quelle parole hanno illuminato le mie giornate e spero illuminino le ore che il lettore può passare con il mio libro».

Le definisci radicali, poco accomodanti e tremendamente oneste: esattamente come lo stile delle tue canzoni?

«Il loro esempio e le loro ricerche poetiche mi hanno sempre ispirata molto, mi ha attratto il loro essere imperdonabili per rendere giustizia a sé stesse, alla propria vocazione: queste donne non hanno mai fatto sconti nemmeno a loro stesse, a volte con scelte controproducenti. Nel mio lavoro cerco sempre di mantenere questo tipo di onestà intellettuale, di non fare sconti, né a quello che voglio dire né rispetto a vincoli di strategia, andando verso quello che è giusto e sensato nella mia ricerca».

Il tuo sogno era fare la poetessa e, attraverso le canzoni, lo hai fatto: ora con questo libro, il cerchio si è quasi chiuso?

«È un momento pericoloso (ride): quando realizzi quello che sognavi di fare, si apre un nuovo capitolo e quindi non so bene quale sarà la prossima “fatica”…».

La poesia è considerata un genere di nicchia, non parliamo di quella femminile: come sdoganare questi pregiudizi?

«La speranza è quella di condividere una quota di bellezza: è impressionante pensare che sia così sottovalutata. Ho provato a dare il mio contributo per erodere i pregiudizi, anche attraverso questo reading».

E cosa accadrà sul palco?

«Il senso era di unire alla parola un approccio musicale che può aiutare a veicolare la poesia, a decontestualizzarla rispetto alla pagina del libro, per farle acquistare freschezza anche per chi non è appassionato. Abbiamo musicato sia i racconti che le poesie, rendendo molto ibrido il dialogo, ma ci saranno anche mie canzoni, riarrangiate in forma inedita e Daniele suonerà alcuni strumenti bizzarri».

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