Mario Mariani in una versione live electronics

Al cinema Solaris di Pesaro, mercoledì 17 aprile alle 21, il noto eclettico pianista Mario Mariani ritorna a stupire con una nuova sperimentazione artistica: in occasione delle festività pasquali, propone, in anteprima nazionale. il film muto del 1905 “Vita e Passione di Gesù Cristo” in una personale interpretazione per sintetizzatori e live electronics. Probabilmente il primo film in forma di lungometraggio conosciuto nella storia del cinema, (Francia, 1905 di Lucien Nonguet e Ferdinand Zecca) la pellicola è una delle produzioni più celebri dei primi anni del cinema qui presentato in una speciale edizione colorata col processo Pathécolor. L’estetica riprende quella dei presepi di gesso della chiesa parigina di S. Sulpice. Alcuni episodi copiano quadri famosi, il più riconoscibile è “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci. Mario Mariani questa volta non sarà al pianoforte, ma si cimenterà in un inedito live set composto da sintetizzatori vintage e live electronics. Il concerto è in collaborazione con il Cineclub Shining. Info: Cinema Solaris 0721 410615 o 338.1883137.

Mariani, la fama la precede: ormai è conosciuto internazionalmente per suo il personale ed eclettico approccio al pianoforte?

«Diciamo che il mio modo di suonare è già di per sé un brand con cui mi si distingue. Ancora oggi le tecniche estese introdotte da John Cage, con il piano preparato, negli anni 30, sembrano stupire e ben pochi hanno raccolto la sua eredità. Da tempo ho trovato una mia via molto personale a questo tipo di approccio, aggiungendo un senso teatrale».

Ma è vero che gli accordatori di pianoforte sono terrorizzati dal vulcanico Mariani?

«Più che gli accordatori, che avrebbero più lavoro da fare e dovrebbero farsi pagare di più, sono i fornitori di pianoforti a temere di più! (ride) Ma quando si rendono conto che nulla viene danneggiato si rilassano o almeno così sembra…In questo concerto però non suonerò il pianoforte: farò una personale mia rivisitazione con tastiere elettroniche e sintetizzatore vintage, che sono uno dei miei amori di gioventù. Per questo nel pianoforte ho cercato sempre un suono che andasse oltre quello canonico, riferendomi ai mondi dei sintetizzatori e dell’orchestra».

Un’idea partita da lontano, dalla Mostra del Cinema…

«Sì, è stata quella la mia scuola per il cinema, oltre 30 anni fa nella retrospettiva che la Mostra faceva a settembre. Su questo film ho eseguito anche una versione al pianoforte ed una per organo a canne, quest’ultima portata con successo nella basilica Nostro Signore degli Angeli a Cartago la basilica più importante del Costa Rica».

Come e dove “scova” queste chicche cinematografiche?

«Su internet e sulle varie bibliografie o consultando alcuni dei numerosi volumi sul cinema muto, in svariate lingue, che possiedo».

Attualmente sta anche contribuendo a portare Rossini nel mondo grazie a Rossini Variations?

«Dieri di sì, avendolo portato in oltre 10 nazioni. È un progetto partito per il 150esimo della morte di Rossini, ma che sta proseguendo. Ritornerò in Costa Rica e da lì partirà un tour nel centro America, oltre a Russia e Asia».

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